Zaniolo e Pellegrini sono l’esempio e ora tocca a Schick. Il futuro accelera

Di Francesco cerca di stimolare l’attaccante ceco lavorando più che sulle sue gambe, sulla sua psiche

di Redazione, @forzaroma

Sui social network sta diventando virale un video: lo slalom gigante con assist di tacco inventato contro l’Inter da Patrik Schick. Tutti sorpresi. Non a Trigoria, scrive Matteo Pinci su La Repubblica.

 Di Francesco, adesso, ha una missione: fare in modo che l’attaccante riesca a dare continuità a quei gesti anche in partita. Insomma: dargli la scossa. In questa stagione, il tecnico perennemente sotto accusa ha dei meriti innegabili: la valorizzazione di Pellegrini e Zaniolo è tra questi. Ma se la rinascita di Pellegrini è coincisa con l’infortunio di Pastore nel derby, e quella di Zaniolo con lo stop dello stesso Pellegrini, quella di Schick è resa indispensabile dall’indisponibilità di Dzeko. Anche a Cagliari il bosniaco non ci sarà. E allora fiducia incondizionata al ceco, lavorando più che sulle sue gambe, sulla sua psiche.

Da quando è a Roma il ceco ha giocato 38 partite, l’equivalente di un campionato intero. Ma in 1873 minuti, ha firmato solo 4 reti, una ogni 468 minuti. Troppo pochi per un centravanti: nell’anno alla Samp, gli bastavano 127’ per andare a segno. Una cosa è certa: la Roma non ha alcuna intenzione di lasciarlo andare a gennaio ( quando invece potrebbe partire Dzeko, che interessa al Real).

L’ipotesi di un prestito alla Samp è irrealizzabile, la Roma lo considera il proprio centravanti del futuro e preferisce lavorarci da vicino. Potrebbe fare lo stesso con Karsdorp: tutti in Olanda lo riprenderebbero, anche solo per 6 mesi. Ma la Roma è titubante: anche per lui l’idea di un’operazione rilancio è suggestiva, dopo diciotto mesi di attesa e guai. L’esperimento di Florenzi esterno alto a sinistra offrirebbe qualche occasione in più: in quella posizione a Di Francesco è piaciuto. Eccome.

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