Veretout brilla davanti ai Friedkin e ai mille allo stadio

Doppietta del francese e punto prezioso contro la Juve. Fonseca si gode il tridente Pedro-Miki-Dzeko ma cerca un vice-Edin

di Redazione, @forzaroma

La Roma non crolla, anzi. Il risultato con la Juventus va stretto ai giallorossi, costretti al secondo pareggio consecutivo (2-2), dopo quello di Verona (trasformato poi in sconfitta a tavolino), scrive Francesca Ferrazza su La Repubblica.

Sfavorita alla viglia, la Roma, grazie a una doppietta di Veretout, va due volte in vantaggio, non riuscendo però a dare il colpo di grazia. E Veretout è stato blindato da Fonseca sul mercato, contrastando il forte corteggiamento del Napoli, che avrebbe fatto carte false pur di acquistarlo.

Ed invece il francese è rimasto nella capitale, punto fermo della squadra disegnata dal portoghese. Il tecnico giallorosso ha alzato un muro a difesa della possibile cessione di Jordan, giocatore che considera indispensabile e che ieri sera ha fatto duettare a centrocampo con Pellegrini.

Una coppia che con personalità, a supporto di un terzetto d’attacco che è davvero la forza della Roma: Pedro, Mkhitaryan e Dzeko hanno un livello di qualità pazzesco rispetto al contesto, e rappresentano la punta di diamante di una squadra che dovrà lavorare per loro, mettendosene a disposizione.

Si fanno sentire a tratti i mille tifosi che per la prima volta, nel post- Covid, rientrati nello stadio Olimpico. Qualche coro, applausi, incoraggiamento e insulti alla Juventus, un po’ a singhiozzo, regalando la sensazione di una serata calcistica quasi normale ai gol della Roma.

Un piccolissimo riavvicinamento alla realtà degli stadi pieni, ancora lontana, ma almeno un po’ attenuata nel suo essere surreale. Presenti Dan e Ryan Friedkin, al loro esordio all’Olimpico, dopo aver partecipato alla trasferta di Verona (annullata dal 3-0 a tavolino per il caos delle liste).

Archiviata la Juventus, il prossimo impegno sarà sabato prossimo a Udine. Fonseca dovrebbe aver trovato la formazione-tipo, bloccata in un 3-4-2-1 all’interno del quale i punti di forza sono legati a giocatori dalla qualità superiore, rispetto al contesto, come Mkhitaryan, Pedro e Dzeko.

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