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Turone: “Il gol alla Juve? Il vero scandalo è stato l’Albissola”

I 70 anni dell’autore della rete annullata nell’81: “In serie D ho visto di peggio”

Redazione

Quell’arbitro, che scandalo. "Non me lo dimenticherò mai, finché vivo". Parola di Maurizio Turone. "È successo ad aprile, a Savona. Campionato di serie D. Un rigore per l’Albissola - racconta a "La Repubblica" - completamente inventato. Il fallo c’era, ma 4-5 metri fuori dall’area. Vergognoso. La più grande ingiustizia cui ho assistito, in una vita dedicata al calcio". Ma per favore, Ramon: peggio del suo gol annullato di Juventus-Roma? "Molto peggio". Condannato da quella storia. "Che fastidio parlarne. Ho detto di no pure a Bruno Vespa, veda un po’ lei. Non per essere presuntuoso, ma credo di aver fatto qualcos’altro in carriera". Genoa, Milan, Catanzaro, Roma, Bologna: una Coppa delle Coppe coi rossoneri, 4 Coppe Italia. Lo scudetto della Roma che Falcao gli dedicò, perché Turone aveva lasciato i giallorossi la stagione precedente ma l’impronta era rimasta. Poi una carriera da dirigente, a Genova e Roma. "Coi giallorossi ho girato il mondo: scuole calcio in Australia, Bangladesh, Canada, India, Sri Lanka, Usa. Da gennaio curo l’area tecnica del Savona. Il calcio è la sola cosa che so fare, a parte tagliare l’erba del giardino".

"Sono finito a Roma, e insieme a Falcao, Di Bartolomei, Bonetti, Tancredi ho trovato una famiglia. A 30 anni, con Bruno Conti e Pruzzo facevamo a cuscinate tutti i sabati notte in trasferta: un gioco, una cabala. Finiva quando Roberto si arrendeva". Difficile dire chi sia stato il compagno più forte. "Tutti, ma ne dico tre: Rivera, Falcao, Bruno Conti". Non gli piace fare paragoni. "Diciamo che allora in campo c’era più tecnica, divertimento. Leggerezza". Vive in campagna a Varazze, il paese dove è nato, le giornate serene. A patto di non chiedergli di quel Roma-Juventus. "Vi racconto un’altra ingiustizia, che se la sono dimenticata: aprile 1973, gol del pari annullato all’ultimo minuto a Chiarugi, a Roma con la Lazio, arbitro Lo Bello. Giocavo nel Milan: un punto decisivo, perché fu l’anno che perdemmo a Verona nell’ultima partita. Ora che ci penso, lo scudetto lo vinse di nuovo la Juve».