Totti e un caffè sospeso. Friedkin lo mette in attesa

L’ex capitano ha aperto al ritorno alla Roma. Il ceo Fienga sceglierà il ds solo a ottobre

di Redazione, @forzaroma
Francesco Totti dirigente AS Roma

Il caffè che Francesco Totti aspetta di prendere con i Friedkin, rischia di berlo freddo. A 16 giorni dalla firma che ha consegnato la Roma al gruppo texano che distribuisce Toyota, la più evidente strategia di Dan e Ryan Friedkin è l’attesa. Non è stata stabilto il nuovo management, manca un direttore sportivo e a oggi non c’è un piano d’azione. Guido Fienga è un uomo solo, scrive Matteo Pinci su “La Repubblica”: da Milano gestisce in un valzer di appuntamenti un mercato da cui dipende tutta o quasi l’organizzazione sportiva. Il dogma: garantire il taglio di 35 milioni di stipendi, si spenderà solo la cassa garantita dalle cessioni dei tanti giocatori con cui il rapporto è logoro.

Quando il 20 agosto scorso Fienga ha incontrato a Londra Ryan, è stato fissato un elenco di priorità, e al primo posto è stato inserito il nuovo direttore sportivo. Sul tavolo quel giorno c’erano tre nomi, ossia lo juventino Paratici, l’interista Ausilio e l’ex romanista Sabatini. Tutti impegnati con altri club. Fienga aspetta probabilmente Paratici a ottobre, libero è invece Rangnick, già promesso al Milan: uno scambio di messaggi con i Friedkin c’è stato, ma attualmente il suo è un profilo fortemente sconsigliato. E Totti? Aspetta una chiamata di Friedkin. Apprezzerebbe un ruolo “alla Maldini”, accanto al direttore sportivo, non per fargli ombra ma per aggiungere un quid al lavoro di un altro dirigente.

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