Simulazioni, proteste e c. Il pugno duro degli arbitri

di finconsadmin

(repubblica.it – SPY CALCIO F.Bianchi) Qualche errore c’è stato, alcune squadre (vedi Inter e Roma) sono state penalizzate più di altre ma sinora il bilancio degli arbitri supera la sufficienza. Il designatore Stefano Braschi ha un motto, che cerca sempre di rispettare (“tutti gli arbitri per tutte le squadre”). Il motivo? “Una questione di rispetto”. Non è facile gestire il turn over, bisogna creare una vera squadra, affidabile, esperta, credibile. Ecco, credo che gli arbitri attuali abbiano ormai un alto tasso di credibilità. Anche quando sbagliano (succede, è ovvio) non ci sono più i sospetti di congiure, quei ridicoli alibi che si inventavano in passato presidenti e allenatori per giustificare magari i loro errori, di mercato o di gestione. Non si parla più di sudditanza. Non si parla più di ricusazioni (per fortuna: a qualcuno, in passato, era capitato di non arbitrare più una squadra per anni…).

 

Gli arbitri che sbagliano, e fanno infuriare Braschi, stanno fuori due-tre turni. Rimettendoci soldi e prestigio. Il sistema è chiaro per tutti, e da tutti accettato. A inizio stagione, Braschi si era raccomandato di stare più attenti a quello che succedeva in area: in effetti, lo scorso anno c’erano stati troppi errori. Ora va (un po’) meglio, anche perché la presenza dei due arbitri di area scoraggia i giocatori dal commettere falli da rigori, o dal mollare qualche gomitata malandrina. C’è più attenzione. Certo, restano i difetti congeniti del nostro calcio: le simulazioni, le proteste, ma non si vedono più fallacci come in passato e anche gli allenatori i panchina sembrano più tranquilli. Un piccolo passo avanti, ma significativo: serve la collaborazione di tutti, gli arbitri da soli non bastano. “Noi saremo intransigenti sulle proteste”, disse Braschi ad inizio stagione. La sua “squadra” lo segue, il nostro campionato non è più il più bello del mondo (sempre che lo sia mai stato) ma sicuramente è di grandissimo equilibrio, e difficilissimo da arbitrare. Il gruppo arbitrale adesso, assicura il designatore, è “più solido, più equilibrato”. Soprattutto, molto meno tollerante rispetto al passato. D’altronde, ci pensa martello-Braschi a tenerli tutti sulla corda…

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