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La Repubblica

Senza un regista Mourinho non fa il film

Getty Images

In mezzo al campo serve uno che sappia anche contenere la manovra altrui e da lì far ripartire la propria

Redazione

Arrivando alla Roma, José Mourinho chiese immediatamente a Dan e Ryan Friedkin di acquistare uno se non due centrocampisti, scrive Mimmo Ferretti su La Repubblica. Avendo studiato la squadra, il portoghese si era reso conto che gli mancava più di qualcosa in mezzo al campo per sviluppare i suoi concetti di gioco. Richiesta accolta? Macché. I motivi? Plurimi. E così, sei mesi abbondanti dopo l’annuncio del suo ingaggio, e in vista del mercato di gennaio, Mourinho è tornato alla carica: mi serve un centrocampista. Anzi, meglio due. Il dg Tiago Pinto si è (ri)messo al lavoro per accontentare finalmente l’allenatore, ma non sta scritto da nessuna parte che riuscirà a centrare l’obiettivo. E non esclusivamente per una questione economica: il mercato, specie a gennaio, non è assolutamente facile.  La Roma, per dirla in parole povere, manca di un regista. Che nel calcio attuale ha caratteristiche diverse rispetto a quelle dei registi di qualche anno fa. Una volta il regista era colui che faceva “girare” la squadra, oggi un regista non può, non deve limitarsi a fare solo quello. Anzi, saper dettare il gioco non rappresenta paradossalmente la sua peculiarità. Oggi in mezzo al campo serve uno che sappia anche contenere la manovra altrui e da lì far ripartire la propria. Serve un giocatore bravo più tatticamente che tecnicamente. Serve uno che capisca al volo quello che sta per accadere, uno che sappia anticipare i tempi di gioco, uno che sappia rallentare o accelerare la manovra a seconda delle situazioni. Uno che sappia giocare corto o lungo con la stessa facilità, uno che sia in grado di indirizzare il gioco, di dare sostanza a ciò che appare fragile. Esistono giocatori così? Esistono, esistono. E uno così alla Roma oggi non c’è.  Solo che giocatori così costano cari. E per loro c’è grande richiesta. Sarebbe un’impresa singolare, però, non (ri)accontentare il portoghese.