“Roma nel cuore”, Friedkin segna i primi sei punti

I conti da risanare, Zaniolo intoccabile e Fonseca in panchina. La promessa: “Saremo molto presenti”. Totti rimane un mistero

di Redazione, @forzaroma

C’è un’iscrizione latina sull’architrave del palazzo di piazza di Spagna che ha ospitato la firma sulla cessione della Roma: “Occorre che ti giudichi ricco il tuo animo, non le parole degli uomini, né i tuoi possedimenti”, scrive Mattero Pinci su “La Repubblica”. Quasi un promemoria per Thomas Dan Friedkin, diventato ieri il 25esimo presidente della storia del club giallorosso, proprio nel dodicesimo anniversario della morte di Franco Sensi. L’obiettivo nero su bianco è “competere per le prime posizioni del campionato e nelle competizioni internazionali”. Il primo di sei punti intorno a cui nascerà la Roma del futuro. Parola chiave: risanamento, garantito da un aumento di capitale da 85 milioni entro il 31 dicembre e da un taglio dei costi.

Per annunciare l’acquisto della Roma, il Friedkin Group ha scelto l’immagine di Zaniolo. Al secondo punto del decalogo si legge: “Introdurre una strategia disciplinata in relazione all’acquisto, sviluppo e cessione dei calciatori al fine di assicurare la solidità finanziaria a lungo termine”. Domani Ryan Friedkin e Guido Fienga daranno concretezza al piano in un vertice a Londra, con un paio di agenti collegati a distanza. Sarà una Roma giovane, scartate “soluzioni rapide di dubbia durata”. L’arrivo del 32ennePedro, svincolato dal Chelsea e da ieri in città sembra più l’ultimo colpo della vecchia era che il primo della nuova. Ma il discorso vale anche per il direttore sportivo: l’idea è aspettare fino a ottobre per provare ad arrivare a uno tra Paratici (Juve), Ausilio (Inter) o Planes (Barça). In panchina resterà Fonseca: malgrado qualche errore ha la fiducia dei dirigenti. Il suo staff può essere integrato con un tattico italiano.

L’altra grande novità potrebbe ri- guardare lo stadio. Friedkin punta su Tor di Valle, ma l’idea è di “valutare tutte le opzioni praticabili”. Ad esempio, l’area di Tor Vergata dove esiste già un piano per la Città dello sport, progetto del 2005 abortito nel 2009. O magari Fiumicino. Per ora nessun contatto con Totti, che cede a un sibillino “Ci penso”, sull’immagine di un tramonto giallo e rosso.

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