Due prime volte per rimettere in moto una squadra che sembrava addormentata e consegnarle il 2-0 sul Genoa
Svilar, il recupero continua: lavoro intenso in palestra per tornare il prima possibile
Per un'ora la Roma sembra avere ancora addosso le cicatrici lasciate dal Real Madrid di Mourinho. Lenta, svuotata, quasi incapace di trasformare la rabbia in energia, scrive Marco Juric su La Repubblica. Tanto più in una serata senza i titolarissimi. Senza Dybala, Koné e Svilar, infortunati. E Malen, squalificato. Poi succede qualcosa che Gasperini cercava forse più dei tre punti: la partita la risolvono quelli che finora avevano aspettato. Castro prima, Lulli poi. Due prime volte per rimettere in moto una squadra che sembrava addormentata e consegnarle il 2-0 sul Genoa. E il momentaneo secondo posto dietro l'Inter. Gasperini dall'inizio aveva cambiato quasi tutto quello che poteva. Dentro Koulierakis, Rensch, Lulli, Mora, Castro, Balerdi. Fuori gli infortunati, più i titolari Mancini, Wesley e Hermoso. In panchina anche Pellegrini. Una Roma diversa nei nomi e, per almeno un tempo, anche nell'anima. Il ritmo è basso, le idee poche, la reazione dopo la sconfitta col Real resta soltanto immaginata. El Shaarawy, dall'altra parte, prova persino a spaventare il suo passato colpendo una traversa. La risposta è dello stesso materiale, il legno appena colpito di testa da Balerdi. Poi arriva Santiago Castro. Aveva già colpito tre legni dall'inizio della stagione, come se il primo gol giallorosso dovesse continuare a restare un sogno. Non stavolta. Dopo un'ora l'argentino si inventa uno scavino che rompe il sonno dell'Olimpico e, insieme, una piccola maledizione personale. È il primo gol con la Roma, ma soprattutto è il momento in cui la squadra cambia postura. Non diventa improvvisamente brillante, non travolge il Genoa. Semplicemente ricomincia a sembrare viva. E dopo un quarto d'ora arriva Lulli che mette il timbro sulla serata con il primo gol tra i professionisti.
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