Raggi in tv: sola contro tutti: “Stadio, ora destino incerto”. Sos in Comune, caccia a un altro costruttore

Raggi in tv: sola contro tutti: “Stadio, ora destino incerto”. Sos in Comune, caccia a un altro costruttore

“Un’operazione miliardaria — spiegano dal Campidoglio — ma che permetterebbe di posare la prima pietra nel giro di un anno. Anche meno”

di Redazione, @forzaroma

L’inchiesta deflagrata all’alba di mercoledì, il giro di mazzette e favori messo in piedi dal costruttore Luca Parnasi e le indagini a carico di politici e funzionari di M5S, Pd e FI, ha congelato l’iter scrive La Repubblica.

Il progetto ora è fermo per stessa ammissione della sindaca Virginia Raggi: Gli atti sembrano tutti validi e regolari. Noi faremo ulteriori controlli. Se non ci sono irregolarità, si può andare avanti”. Nonostante i veleni delle ultime ore. Ieri, a Porta a Porta, la prima cittadina se l’è presa con la stampa (“C’è un vergognoso accanimento contro di me”) e con la Regione: “Civita (ai domiciliari, ndr) è l’ex assessore di Zingaretti, ma su di lui nessuna parola. Lo stadio è cosa della città di Roma, ma le procedure urbanistiche si svolgono in Regione». Istantanea la risposta della Pisana: “Dalla sindaca solo bugie e falsità. La Regione non risulta coinvolta nell’inchiesta”.

Tornando allo stadio, le parole della prima cittadina vanno interpretate: ora serve una pausa, poi scatteranno le verifiche e, chissà quando, ci sarà l’eventuale ripartenza della procedura. Uno spiraglio quindi rimane. Perché lo stadio — il Movimento lo sa alla perfezione — sarebbe un fenomenale strumento di consenso. Per ora, però, è un enorme rompicapo.

L’inchiesta per corruzione ha colpito il capogruppo Paolo Ferrara (già assolto dai suoi consiglieri, dice di “aver fiducia nella magistratura” e di voler essere ascoltato dai pm). E soprattutto Luca Lanzalone, arrivato a Roma su suggerimento di Fraccaro e Bonafede. “All’epoca – ha raccontato in tv Raggi – gli attuali ministri erano responsabili degli enti locali che dentro il Movimento andavano a supportare i comuni. Mi presentarono l’avvocato Lanzalone. Era un professionista che si era fatto valere sul campo in varie occasioni” . Poi per il legale premiato per gli sforzi sullo stadio con la presidenza di Acea sono arrivati i domiciliari. Prima di fare ogni ulteriore passo su Tor di Valle, il Campidoglio ora si prenderà tutto il tempo possibile.

Proprio come i dirigenti del dipartimento Urbanistica. C’è un solo modo per non stracciare il progetto: ridisegnare la procedura e la variante con un nuovo proponente. Un altro imprenditore in grado di rilevare l’Eurnova di Parnasi — che nelle prossime ore sarà affidata a un commissario dal tribunale — con tutti i suoi debiti e i suoi crediti, e mettere le mani sui terreni a ridosso del Gra. “Un’operazione miliardaria — spiegano fonti autorevoli del Campidoglio — ma che permetterebbe di posare la prima pietra nel giro di un anno. Anche meno”.

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