Nasce il fair play all’italiana: “Mai più un caso Parma”

Norme rigide ma non terribili, anche se molti club potrebbero lo stesso avere problemi. Sulla falsariga, ma più severo, di quello Uefa

di Redazione, @forzaroma

Un ultimo sondaggio: con i parametri (rigidi) del passato, il prossimo anno si potrebbero iscrivere in A solo 12 squadre, con assenze eccellenti e rischi seri di ordine pubblico. Con i parametri attuali (ridicoli), il Parma è fallito a stagione in corso, cosa mai successa in precedenza. Per questo oggi la Figc presenterà in consiglio federale norme nuove, da “spalmare” nel giro di 3-4 anni, per evitare altri scandali.

Norme rigide ma non terribili, anche se molti club potrebbero lo stesso avere problemi. Ma vediamo cosa ha studiato la Figc di Tavecchio, che spera in un voto unanime: pareggio di bilancio (dal 2018-19); massime garanzie di solidità per l’acquisto di un club (anche di solo il 10%);tetto alle rose (massimo 25 calciatori); blocco del mercato in entrata (si potrà spendere solo quello che si ricava da altrettante cessioni); sostenibilità del debito e tracciabilità dei pagamenti; codice di onorabilità stile inglese (personaggi come Manenti dovranno girare alla larga). Inoltre, chi inizia il campionato dovrà dare piene assicurazioni di poterlo concludere.

«Mai più un caso Parma». E’ il fair play all’italiana, sulla falsariga, ma più severo, di quello Uefa. Inevitabile ormai. Tra l’altro, fra pochi giorni da Nyon arriveranno – su Inter e Roma – le sanzioni patteggiate. La speranza di Tavecchio è affidata alla riforma dei campionati, con accordo da trovare entro il 30 giugno. Ieri riunione in Federcalcio fra i presidenti (Tavecchio, Belloli, Abodi, Lotito) e il dg della Lega maggiore, Brunelli. Non c’è intesa fra A e B su retrocessioni e promozioni. La Figc farà una sua proposta (serie A a 18, B a 20, Lega Pro a 40?). Ma tagliare si deve.

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