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La Repubblica

Mourinho: “Non devo scendere al livello della mia squadra”

Getty Images

Il tecnico prova a spiegare la sconfitta: “Un collasso psicologico, il 3-2 ci ha ammazzato"

Redazione

La fiera dell'assurdo e dell'autodistruzione. Roma-Juventus è passata dall'essere una notta da sogno a un incubo, come scrive Andrea Di Carlo su La Repubblica. La Roma di Mourinho ha offerto ai propri tifosi una prestazione difficile da interpretare: quasi perfetta per 70', con i gol di Abraham, a cui ha risposto Dybala e poi subito quelli di Mkhitaryan e Pellegrini, che con una splendida punizione al bacio regala il 3-1 ai suoi, sotto gli occhi di Totti, sembrava la serata perfetta, poi l'ingresso di Morata, la sterzata su Ibanez e il cross che porta al gol di Locatelli. In quel momento qualcosa scatta un clic nella testa dei giallorossi e la partita cambia improvvisamente copione: prima Kulusevski, poi De Sciglio e i bianconeri in 7 minuti con 3 gol segnati si portano sul 3-4. Nel finale arriva il rigore per i giallorossi, ma Pellegrini sbaglia il rigore e la notte si tinge di nero, con la facce dei giocatori che raccontano lo shock. Mourinho a fine partita: “Un collasso psicologico, il 3-2 ci ha ammazzato. Mi fa male l’anima perché non sono abituato a questo profilo di squadre ma sono qui per dar modo ai ragazzi di migliorare. Voglio però che la squadra mi segua per andare oltre i loro limiti, non che siano loro a portare me al loro livello".