Il tecnico fa scrivere sui muri di Trigoria il motto che lo accompagnerà nella sua nuova avventura. Poi incontra Zaniolo

Una giornata cominciata con l’atterraggio del tecnico – completo scuro elegantissimo – a bordo di un jet privato di proprietà dei Friedkin e pilotato proprio dal presidente Dan, e terminata con la pubblicazione sui canali social del club giallorosso della prima intervista ufficiale da romanista, rilasciata da José qualche settimana fa a Londra. “Ho scelto la Roma perché ho sentito subito una grande empatia con la proprietà, che mi parlava sempre dei tifosi e della loro passione – racconta Mou – ho avuto la netta sensazione che si possa costruire qualcosa d’importante e che questo non è il progetto mio, o di Tiago Pinto oppure dei Friedkin: è il progetto della Roma”.

José Mourinho

Un progetto - scrivono Francesca Ferrazza e Andrea Pisani su La Repubblica - che tiene conto della passione travolgente che ha spiazzato il portoghese. “So quanto sia calda la tifoseria. So quanto in determinati momenti importanti, i tifosi possano farsi sentire. Ma la cosa incredibile è che negli ultimi venti anni i romanisti non hanno avuto molte occasioni per essere felici. Tuttavia, la loro passione non è mai venuta meno. È molto facile essere un sostenitore sfegatato di una squadra che vince sempre. Mentre vivere una situazione come questa è qualcosa di diverso. Credo abbiano bisogno di vedere la luce”.

“Vincere malgrado tutto” è scritto sul muro della palestra di Trigoria, come si vede alle spalle di José in una foto scattata ieri. Uno slogan voluto dal portoghese, perché è quello che più di ogni altra cosa vorrebbe fare sulla panchina della Roma.

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