Montella e lo spagnolo, gemelli diversi. Tra Palocco e Olgiata dividono la città

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica – M.Pinci) Luis Enrique e Vincenzo Montella, i gemelli diversi che per la seconda volta in 12 mesi si scambieranno la panchina della Roma, hanno già diviso la capitale.

Non solo in senso metaforico. All´estremo nord, comprensorio Olgiata, ha preso dimora l´estate scorsa il Luis “fuggiasco”. Al suo posto tornerà Vincenzo, residente da 13 anni a Casal Palocco, a sud del Raccordo. Lì, sono già pronti a riabbracciarlo: «Speriamo, è una bravissima persona anche se molto riservato», racconta Andrea, titolare del bar Rosso Rubino. «Qui – continua – vengono tantissimi giocatori, ma lui è l´unico a cui non ho mai chiesto neanche una foto! Arrivava in bici, una sua passione. Certo, non è quella da seimila euro che ha quell´altro…».

Quell´altro è Luis Enrique: per lui la pausa caffè sceglie il bar Ribot all´Olgiata: «Mi dispiace vada via – racconta Mario, barista del locale – è molto schivo ma cordiale. Passa da noi il sabato con la famiglia, d´inverno prendeva la cioccolata calda, adesso una birra fresca. L´ultima volta è venuto mercoledì sera, si è fatto riservare la saletta con la tv per vedere la finale di Europa League con il suo collaboratore, quello alto…Lorente?».

Llorente, a dir il vero. «Ma se ne andrà via di corsa? – sorride Marzio, istruttore di tennis al Country Club – lo vedo sempre correre, con i suoi due cani o sulla bici, mentre i figli fanno lezione qui. Finché non finiscono scuola resterà a Roma».

E a Roma è rimasta anche la compagna di Montella, Rachele, in procinto di dare alla luce il terzo figlio di Vincenzo. «È venuta a fare il corredino – racconta la titolare del negozio Biberon al Palocco – sarà un maschietto e hanno anche già scelto il nome. Ma non ve lo dico. Per fortuna tornerà qui anche lui, vero?».

Così sembra: lo aspetta il figlio Alessio, che gioca con i Giovanissimi della Roma. «Li ho visti, padre e figlio, un mese fa – racconta Valerio del negozio 88 Sport – Vincenzo gli ha comprato gli scarpini nike e un pallone. Ci ho scherzato: “Ma come, i palloni li compri?”. Mi ha risposto: E me lo dici tu che devi venderli?”. Un grande, non vedo l´ora d´incontrarlo».

Non incontreranno più Luis, invece, i titolari dello Shlika club, dell´Olgiata. «Ma spero passi a salutarci, mi deve pagare una bibita», scherza Valerio, il titolare. «Sapevo sarebbe andato via – racconta sua moglie Resy – la colpa è dei tifosi che lo criticano. Con la moglie Elena siamo amiche, parliamo in spagnolo mentre la figlia fa equitazione, persone uniche”. Amici di Montella invece sono i ristoratori de La Locanda a viale Prassilla. «Viene spesso, mangia una pizza o una bistecca, e parliamo. Ma non di calcio, è molto riservato». E da allenatore? «Lo sarà anche di più. No?».

 

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