Giovedì l'ivoriano dovrebbe giocare contro la Fiorentina in Europa League

Sarà probabilmente già stanco anche lui di sentirsi ripetere frasi tipo «Non può essere questo», «Aspettiamo a dare un giudizio definitivo» o anche «Speriamo non sia un bidone». Seydou Doumbia non vede l’ora di poter dimostrare il suo valore, finora costretto a convivere nel suo ancor breve soggiorno romano con fischi e pacche sulla spalla ai limiti del commiserevole. L’attaccante, dopo il grande trionfo in coppa d’Africa con il compagno di squadra Gervinho, è arrivato nella capitale un po’ scricchiolante dal punto di vista fisico, arrugginito per l’inattività dovuta alla sosta del campionato russo e improvvisamente dolorante per un mal di schiena causato, pare, dall’ambientamento alle nuove metodologie di lavoro quotidiano.

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Tutto questo in nemmeno un mese, tappe bruciate dalla frenesia del tecnico francese Rudi Garcia di mandarlo in campo appena sbarcato in città e dalle aspettative dei tifosi che attendevano, da gli acquisti del mercato invernale, un attaccante subito decisivo. Doumbia ha ripreso ieri ad allenarsi a Trigoria con i compagni, immerso in un iter di “riatletizzazione” che dovrebbe consentirgli di scendere in campo giovedì prossimo, in Europa League, nella partita contro la Fiorentina.

In attesa dell’ivoriano, Rudi Garcia è intenzionato a puntare sul ritrovato Manuel Iturbe, apparso piuttosto in forma e carico emotivamente nei minuti in cui è stato utilizzato contro la Juventus. «Non ho iniziato bene, ma tutti questi infortuni mi hanno reso più forte — le parole dell’attaccante argentino a Mediaset — ora il mio obiettivo e quello della Roma è vincere tutte le partite fino alla fine del campionato e andare avanti in Europa».

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