Low profile addio, club all’attacco: “Dalla Lega una risposta ridicola”

Respinta la protesta per lo slittamento di Juve-Napoli

di Redazione, @forzaroma

La Roma non abbassa la testa e continua la sua battaglia contro la Lega, rea di aver accordato il rinvio di Juventus-Napoli, gara originariamente da recuperare in questa settimana, pochi giorni prima la sfida di domenica tra i partenopei e la Roma, scrive Francesca Ferrazza su La Repubblica.

I giallorossi hanno ritenuto la decisione fuori dai tempi necessari e, di conseguenza, hanno chiesto il rinvio del match di domenica sera, perché impegnati giovedì nel ritorno d’Europa League a Kiev. “La risposta della Lega (che ha rispedito al mittente le proteste del club di Trigoria ndr) alla nostra richiesta è più ridicola della decisione originale — tuona il Ceo giallorosso, Guido Fienganon sono raccontabili le uniche motivazioni per cui sono state fatte alcune scelte. Immaginate, poi, cosa potrebbe accadere se si applicasse questa regola fino a fine anno, cioè che due squadre, che non sono coinvolte nelle coppe, possono accordarsi per il rinvio di una partita“.

Il ko in campionato contro il Parma (2-0), squadra che non vinceva da novembre scorso, pesa sull’umore dei dirigenti giallorossi, che non vogliono dare alibi ai giocatori e all’allenatore. Ma prima Fonseca — durissimo nel post partita con gli arbitri (“Fischiano rigori ridicoli sempre agli stessi“) — poi Fienga, hanno alzato il livello dello scontro con le istituzioni calcistiche, stanchi di mantenere il “low profile” che ha caratterizzato gli ultimi anni di gestione americana. I Friedkin vogliono far sentire la loro voce, consapevoli di quanto sia fondamentale per la Roma tornare in zona Champions e vogliono che la corsa sia ad armi pari, senza favoritismi. “Noi stiamo facendo il nostro campionato e vogliamo che non ci siano episodi in cui ravvisare comportamenti parziali e soggettivi, all’interno di una Lega che ha delle enormi lacune nella governance e nella gestione“, continua Fienga, portavoce del club e uomo in prima linea vista la decisione della proprietà di non esporsi fisicamente in prima persona. L’occasione l’ha regalata ieri il ricorso (respinto) per il caso Diawara.

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