L’enigma Conte, l’effetto Zeman. Tra gli allenatori una sfida nella sfida

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – A.Vocalelli) La stagione dei veleni è già cominciata, ma purtroppo non c’è nulla di nuovo. Tutto già ampiamente scritto. Ciò che invece caratterizzerà, realmente, il prossimo campionato sarà la variante-allenatori. Emigrati Mancini, Ancelotti, Spalletti, Capello – cioè il meglio di quanto si possa avere in panchina – toccherà ai tecnici di casa nostra dimostrare di poter rappresentare davvero il valore aggiunto. Per la verità un vecchio amico allenatore diceva che gli allenatori si dividono in due grandi categorie: quelli che fanno soltanto danni e quelli che non fanno danni. Come dire, secondo lui, che un ‘mister’ è già bravo se riesci a sfruttare al meglio il patrimonio a disposizione. Però non c’è dubbio che nella serie A che bussa alle porte, è forte, fortissima, la suggestione che esercita il confronto tra i tecnici.  Ognuno ha un motivo, anche più, per pensare di poter essere un protagonista. Anzi, il protagonista.

La Juve, ad esempio, più ancora che al top player ha guardato finora alla questione Conte. E non c’è dubbio che bisognerà capire quanto, alla distanza, peserà la squalifica e quali effetti potrà avere. Dipenderà insomma molto dalla tenuta, anche psicologica, di un gruppo che non avrà in panchina il proverbiale riferimento. Conte sarà, in ogni caso, il nodo centrale della stagione juventina. Così come due tecnici importantissimi, Allegri e Mazzarri, dovranno confermare, dimostrare, di essere più forti anche dei giocatori capaci risolvere da soli le partite. Il Milan aveva Ibra, il Napoli aveva Lavezzi: due campioni che, in situazioni complicate, erano capaci di trovare l’assolo decisivo. A questo bisognerà ovviare con nuove intuizioni tecniche e tattiche.

 
Fondamentale anche il ruolo degli altri tecnici. La nuova Roma, peraltro rinforzata da alcuni acquisti mirati, dovrà verificare anche l’effetto Zeman, tornato alla grande ribalta dopo un periodo buio. L’Inter avrà un debuttante assoluto dall’inizio del campionato, Stramaccioni, mentre la Lazio ha fretta e voglia di scoprire se Petkovic sarà capace di dare una propria impronta alla squadra. Così come la Fiorentina, che si è mossa benissimo sul mercato, dipenderà molto dalla
capacità di Montella di confermarsi anche in una piazza sempre sotto le luci dei riflettori. E la stessa Udinese, ancora una volta rivoluzionata negli uomini, si baserà moltissimo sull’esperienza e sul carisma di Guidolin: riuscirà ancora una volta ad essere più forte delle numerose cessioni?

Insomma, una bella sfida verità. E se volete un pronostico, la sensazione personale è che Stramaccioni – tecnico e vecchio ragazzo di idee e qualità – sarà tra le sorprese più belle.

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