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La Repubblica

Le curve romane laboratorio della nuova destra

Getty Images

La riduzione delle limitazioni non ha riaperto le porte soltanto ai tifosi, ma anche ai peggiori istinti di cui lo stadio è naturale amplificatore

Redazione

Bisogna riconoscerlo, l’avevamo quasi dimenticato. L’effetto straniante di un coro discriminatorio urlato da migliaia di persone, la rabbia e la vergogna per gli ululati a un calciatore di colore. Come riporta Matteo Pinci su La Repubblica, la riduzione delle limitazioni non ha riaperto le porte soltanto ai tifosi, ma anche ai peggiori istinti di cui lo stadio è naturale amplificatore. E in questo contesto, Roma sta diventando l’epicentro del razzismo da stadio. È il lato oscuro del tifo, che guasta il sapore del ritorno delle famiglie a godersi una partita dal vivo. Non sarà il Velodrome di Marsiglia, dove la “spirale di eccessi”, come racconta L’Equipe, ha costretto la polizia ad alzare i propri scudi per proteggere Neymar da piogge di oggetti. Ma domenica l’Olimpico ha sentito rimbombare da una curva all’altra cori contro i napoletani.

La diretta di Lazio-Inter aveva trasferito sulle tv di tutta Italia limmagine di un tifoso laziale intento a mimare il verso della scimmia contro l’interista Dumfries. Era la sera dei saluti romani con cui il falconiere in servizio per la Lazio, al grido duce duce, assecondava ( e non è un alibi) un gruppo di tifosi che con gestualità identica di quel coro si era fatto promotore. Sono sempre pochi scemi, è così che si dice. Ma la massa sembra tollerare in silenzio. La certezza è che da anni le due curve romane sono tra le più permeate dai movimenti di estrema destra: il resto ne è la conseguenza.