Lanzalone, il contratto fantasma che ora imbarazza la sindaca

Lanzalone, il contratto fantasma che ora imbarazza la sindaca

Non un euro avrebbe dovuto essere speso, né per l’ex presidente Acea e né per i suoi collaboratori. Ma le cose sono andate diversamente

di Redazione, @forzaroma

Un documento interno del Comune di Roma riporta il caso Lanzalone nel punto esatto dal quale il movimento di Beppe Grillo sta cercando di allontanarlo: la piena responsabilità politica, e amministrativa, di Virginia Raggi. Come riporta “La Repubblica”, un documento cruciale, datato 8 marzo 2017, che i carabinieri del Nucleo investigativo hanno allegato, non a caso, alle carte dell’inchiesta sul “sistema Parnasi”. E che porta la firma della sindaca di Roma Capitale.

“Incarico di collaborazione ad alto contenuto di professionalità e a titolo gratuito”, recita l’oggetto della lettera indirizzata dalla Raggi al direttore delle risorse umane del Campidoglio. “L’incarico — continua — sarà svolto da Lanzalone in piena autonomia, anche con l’eventuale supporto di collaboratori dello stesso, in ogni caso senza alcun costo”. Non un euro avrebbe dovuto essere speso, né per lui e né per i suoi collaboratori. Ma le cose sono andate diversamente.
In realtà, l’analisi di Lanzalone è ingenerosa. Il 2 maggio scorso, infatti, il commissario dell’Istituto di previdenza dei dipendenti comunali Fabio Sereni ha firmato una determina per una consulenza da 11mila e 500 euro proprio all’avvocato Costantini. Dell’Ipa, Lanzalone, sembra avere il controllo.
(M. Mensurati – F. Tonacci – M.E. Vincenzi)
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