L’altra faccia della Roma, ora Dzeko non è più solo

Cristante, Kluivert e Schick: con il loro ingresso è cambiata la partita

di Redazione, @forzaroma

Gli indizi sembrano dire che la Roma è sempre lei, sempre uguale, sempre la stessa, scrive Matteo Pinci su La Repubblica. Perché ha vinto al debutto come lo scorso anno: con un solo gol, senza subirne e faticando un po’. E perché a consegnarle la vittoria è stato il solito Dzeko.

Le novità sono arrivate a metà del secondo tempo, quando dalla panchina di Di Francesco si sono alzati, tutti insieme, Cristante, Kluivert e Schick. Un arsenale solo da innescare e senza un filo di ruggine addosso. Un anno fa al loro posto c’erano Defrel o Gerson, provare per credere.

A scardinare la partita è stato proprio Kluivert, uno dei tre acquisti “impossibili”: così diceva il ds Monchi a chi gli chiedeva se l’avrebbe comprato. Uno strappo dell’olandesino figlio di papà (calciatore) ha proiettato sul piede di Dzeko un pallone che, in ossequio forse alla provenienza del ragazzo, Edin ha trasformato nella fotocopia a colori del gol che segnò 30 anni fa Van Basten all’Unione Sovietica. Qualche minuto di troppo ha giocato un Pastore che ha ancora al collo il cartello dei lavori in corso.

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