La vergogna per quel silenzio violato dai cori

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica-M.Pinci) Che allo stadio non sia semplice vivere l’atmosfera di festa è noto, purtroppo capita sempre più spesso di trovare qualcuno pronto a ricordarlo. Anche all’Olimpico, come tristissima tradizione consolidata nei nostri impianti, il minuto di silenzio dedicato alla memoria del caporal maggiore degli alpini Tiziano Chierotti, caduto in Afghanistan, diventa occasione per far risuonare in curva Sud cori contro le forze dell’ordine.Cui in Nord fa eco becerume vario urlato contro la Lazio: colta al volo l’ennesima occasione per affogare nel fango la propria curva, e prima ancora tutto il calcio italiano, già malato terminale di rigetto da valori.

Tardivo il tentativo del resto dello stadio di coprirli con un applauso. E pensare che soltanto pochi minuti prima ci si stropicciava gli occhi per il piccolo Francesco Messori, nato senza la gamba destra, accompagnato sul campo da Totti e compagni. Tra cui, novità di giornata, debutta la chioma ricciuta di Dodò: primi applausi che disorientano qualcuno: “Ma allora esiste davvero”, si stupiscono in Monte Mario.

L’ora solare fa scendere il buio sull’Olimpico ore prima che si riempia e Sophi, fidanzatina di Lamela, gradisce poco: “alle 17.35 è già notte. MA-TAME”, strilla su twitter. Il suo boyfriend Erik sembra invece gradire il cambio e prova a “matare” l’Udinese festeggiando la prima doppietta in serie A. Si festeggia anche in curva sud: “1972-2012, quarant’anni di storia”, rivendica uno dei gruppi storici della curva, evocando insieme citazioni in tedesco da brividi. E non certo per il primo freddo stagionale.

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