Da una parte chi sogna i petroldollari di Riad e i trofei che potrebbero “comprare”. Dall’altra chi non si sente a proprio agio se gli si chiede di vivere l’incertezza di un altro cambio di proprietà

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La notizia di una possibile cessione della Roma agli arabi divide i tifosi giallorossi. Da una parte chi sogna i petroldollari di Riad e i trofei che potrebbero “comprare”. Dall’altra - spiega Marco Juric su 'La Repubblica' - chi non si sente a proprio agio se gli si chiede di vivere l’incertezza di un altro cambio di proprietà con l’addio alle stelle e strisce di Dan e Ryan Friedkin. Due posizioni agli antipodi. E sui social sono scintille. Un grazie per aver acquistato la Roma da Pallotta, ma anche per aver portato in città l’ambizione di poter crescere economicamente e puntare a entrare nella ristrettissima cerchia dei top club europei. Un pensiero in cui si rispecchia la maggioranza dei tifosi della Roma. Cambiare per vincere.

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E allora, per contrappasso, nasce la tentazione di un nuovo cambio ai vertici. Tra speranza e ironia. Da quando c’è la proprietà Friedkin ha accantonato i sogni, per fare spazio alla realtà. I numeri sono tiranni. Altro che ultrà, i tifosi sono diventati commercialisti. Sanno tutto di plusvalenze, quelle buone e quelle cattive. Di ammortamento e articolatissime situazioni debitorie. Ecco, allora, che emerge il tema del fair play finanziario stringente e di una spending review che durerà fino al 2026.

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