La mano dura di Palazzi. E adesso tocca alle big

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – SPY Calcio F.Bianchi) Ecco le sentenze-bis di uno scandalo che ha proporzioni enormi e che ha inquinato il tessuto del calcio, dalla serie A alla Lega Pro.

C’è stato qualche sconto, non molto però. La procura Figc aveva chiesto 27 punti di penalizzazione per l’AlbinoLeffe, la Disciplinare ne ha inflitti “solo” 15. Taglio anche al Novara, 4 punti anziché sei (da scontare un B), 11 al Piacenza (fallito) anziché 19, 4 invece di 6 alla Reggina.

Ha tenuto la linea del procuratore federale: consistenti sconti (secondo alcuni eccessivi) per chi collabora e mano dura per gli altri. Secondo noi bisognava evitare questo processo, e farne uno unico: perché ad esempio giudidicare due volte Siena e Grosseto? Ma ora lo staff di Stefano Palazzi dovrà volare perché c’è da sentire ancora un centinaio di persone e mettere a punto il processo-ter (poi ci sarà un quater, eccetera eccetera). Le audizioni sono già iniziate ma il materiale arrivato dalle procure di Cremona, Napoli e Bari è più che consistente e i tempi della giustizia sportiva lasciano a desiderare. Di fronte ad una situazione del genere ci vorrebbe una struttura imponente, una Superprocura che possa lavorare a tempo pieno: invece ci si affida ancora a investigatori che lo fanno per passione, quasi gratis (40 euro a missione) quando i funzionari della Covisoc, per fare un esempio, ne prendono 200.

Ma non è meno delicato il lavoro che devono svolgere Palazzi e c. Non è affatto semplice interrogare calciatori o ex che si affidano a stuoli di avvocati e che hanno poca voglia di farsi interrogare e cercare di sfuggire, rimandando gli appuntamenti (ora poi molti calciatori sono in vacanza a Formentera,,,). Ma bisogna fare in fretta perché qui potrebbero entrare in ballo-anche se non è ancora certo-molte società di serie A (Genoa, Torino, Lazio, Sampdoria, Napoli, Siena, ecc.) e di serie B (Bari, Lecce, Grosseto, ecc.), oltre a calciatori e tecnici illustri. La giustizia ordinaria ha i suoi tempi lunghi, lunghissimi, si sa. Basta pensare che l’inchiesta di Cremona non è ancora chiusa. Ma è giusto che Carobbio il 29 febbraio abbia lanciato, davanti a Palazzi, delle accuse nei confronti del suo ex tecnico (quando erano al Siena) Antonio Conte e che l’allenatore campione d’Italia non abbia avuto ancora la possibilità di difendersi? Che aspettano a chiamarlo?

Non si può tenere la gente “appesa” per mesi e mesi, siano essi illustri o meno illustri: la presunzione d’innocenza vale per tutti ma bisognerebbe procedere con maggiore celerità ad interrogatori, confronti, eccetera. Per il rispetto delle persone e per consentire a chi non c’entra nulla di poter uscire da questa palude. Ci sono inoltre problemi di urgenza: il 2 agosto l’Inter deve scendere in campo per i preliminari di Europa League. Intorno al 10 agosto vanno fatti i calendari, perché il 26 inizia il campionato e la Figc, giustamente, non ha alcuna intenzione di farlo slittare (tra l’altro c’è ancora da risolvere la grana del contratto dei calciatori….). Palazzi quindi dovrà correre: gli interrogatori potrebbero finire intorno a metà luglio, subito dopo i processi-lampo che si concluderebbero intorno alla prima decina di agosto.

L’Uefa può anche sanzionare i club a stagione in corso. Ma una cosa è certa, ormai: Giancarlo Abete ora dovrà mettere mano alla macchina della giustizia sportiva. Massima autonomia (ci mancherebbe), ma anche massima celerità e trasparenza. Ripeto: lo scandalo di Marassi, Genoa-Siena, è del 22 aprile, sono passati quasi due mesi. Quando Palazzi ci farà sapere cosa ha deciso?

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