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La Repubblica

La lettera di Natale di Mourinho spedita in Texas

BOLOGNA, ITALY - DECEMBER 01: José Morinho head coach of AS Roma looks on at the half time break of the Serie A match between Bologna FC v AS Roma at Stadio Renato Dall'Ara on December 01, 2021 in Bologna, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Il portoghese continua a fare una distinzione netta tra rosa e squadra, ed è complicato dargli torto. L’undici titolare della Roma non è poi così male, mentre la rosa è incompleta

Redazione

Si avvicina la sosta di Natale, è tempo di primi bilanci: la Roma è una buona squadra che sta facendo maluccio o una squadra modesta che sta facendo benino? Come riporta Mimmo Ferretti su La Repubblica, le opinioni valgono, ma valgono di più i numeri. E i numeri ci raccontano che la Roma dopo 17 giornate è davanti — tra le altre — a Juventus (per differenza reti) e Lazio, ma dietro alla Fiorentina, oltre che lontana parecchio dalle quattro candidate alla vittoria finale.

Il sesto posto basta per assolvere Mou e i suoi oppure li condanna? Di certo, in pochi avrebbero ipotizzato una Roma con già sette sconfitte sul groppone, ma forse neppure con nove successi in cassaforte. I giallorossi, si sa, non sanno pareggiare (la ics è uscita solo una volta, contro il Napoli all’Olimpico) e questo - nel bene e nel male - sta orientando, condizionandolo, il loro cammino.

Mou continua a fare una distinzione netta tra rosa e squadra, ed è complicato dargli torto. L’undici titolare della Roma non è poi così male, mentre la rosa è incompleta, insufficiente. Basta questo, però, per ritrovarsi già a otto punti dalla zona Champions? Oppure proprio la rosa risicata e infarcita di giovanotti di belle speranze ha costretto la Roma a posizionarsi così distante dalla Grande Europa?

Il portoghese dal mercato di gennaio si aspetta innesti robusti, almeno in un paio di reparti. Non sarà facile accontentarlo, ma i limiti del gruppo attuale sono evidenti anche ai proprietari texani. Il confronto con le rose delle prime della classe, ad esempio, è impietoso. Ecco perché Mou ha spedito fin dai primi giorni di settembre, la letterina a Babbo Natale con la (accorata) richiesta di doni da piazzare sotto l’albero. Gli allenatori sono uomini incontentabili, vorrebbero sempre il massimo, e non conta esser Special o Normal per reclamare di tutto e di più. Non solo a Natale.