La Figc pronta al dietrofront: inviterà a non calcare la mano

di finconsadmin

(La Repubblica – F.Bianchi) Finirà così: agli 007 di Stefano Palazzi verrà “consigliata” elasticità, di non calcare troppo la mano in caso di cori di discriminazione territoriale (ora prendono di mira Napoli).“Altrimenti si gioca tutto il campionato senza tifosi”,sostengono i club, alleati in questa battaglia. Il coretto cantato da una decina di persone “Napoli colera”, in voga dai tempi di Maradona, potrebbe insomma non portare più alla chiusura della curva che lo intona o, in caso di recidiva, di tutto lo stadio. Solo se ci sarà reiterazione e un folto numero di tifosi coinvolti, solo se il coro sarà di “pesante” discriminazione allora sì che potrebbe scattare ancora la mannaia della Figc.

 

E chi è stato punito sinora? Se ne faccia una ragione. La linea, più o meno condivisa da tutti i club di serie A, è questa: certi cori c’erano già 50 anni fa, ci vuole una forte elasticità nell’interpretazione dei cori e una gradualità diversa nell’applicazione delle norme, perché chiudere uno stadio è una decisione che crea tantissimi problemi. Giancarlo Abete replica aGalliani«Noi abbiamo solo recepito le regole Uefa» e spiega in merito alla discussa discriminazione territoriale, che Milan e altri club vorrebbero abolire, che «anche l’ Uefa tutela la dignità della persona, basti ricordare Lazio-Legia Varsavia». Cori contro gli “slavi” polacchi e Olimpico senza spettatori il 7 novembre contro il Limas-sol. Ma il n.l della Figc ammette i problemi applicativi, e apre una strada: «Giusto che ci sia una riflessione sulla modalità operativa, è doverosa la prudenza». Proprio quello che speravano i club: in pratica hanno avuto garanzie dalla federcalcio che in futuro non ci saranno più curve chiuse per un coro vecchio mezzo secolo. Ci sarà un codice da consegnare agli 007 di Palazzi. Questo si può dire, questo no. Ovvio che l’intransigenza nei confronti del razzismo resterà totale. Le norme attuali, d’altronde, non piacciono troppo neppure all’Osservatorio del Viminale.

 

Ma possibile che non applichino mai la Legge Mancino? A Torino erano circa 200 gli urlatori da curva, secondo gli ispettori federali. Identificati e puniti? Nessuno. Al Milan intanto sono infuriati, nell’ordine, contro Tosel e contro la Figc. Contro Tosel, accusato di aver usato “due pesi e due misure”, perché non ha preso alcun provvedimento nei confronti della luve (segnalato il coro “guarda quel settore che schifo che fa…”). Qualcuno si chiede anche: “Ma Milano in fiamme” non vale come discriminazione territoriale? Il Milan ce l’ha anche con la Figc, ricorda Galliani, perché ha inserito la norma della discriminazione territoriale equiparandola ai cori razzisti: è successo il 5 agosto scorso. A dir il vero in consiglio federale c’erano Beretta, Lotito Pulvirenti: ma nessuno aveva battuto ciglio. Tutti ad applaudire Abete (compreso il n.1 della Lega, che ora dice: le attuali sanzioni rischiano di minare la regolarità del campionato). Giovanni Malagò difende la Figc e suggerisce una strada: «Non possiamo fare discrimina-zione nella discriminazione, non possiamo fare un discorso per chi ha la pelle di un altro colore e un altro per chi viene da un’altra città .Sarebbe paradossale. Fifa e Uefa vanno verso questo diktat al quale ci si deve uniformare: io non vedo altra soluzione se non che il settore dello stadio interessato faccia qualcosa nei confronti di chi penalizza la sua squadra».Utopia, forse, viste le minacce dei tifosi. E allora, come se ne esce? Con “norme” nuove, senza cancellare quelle attuali altrimenti chi lo sente Michel Platini? Ma con una applicazione dettata da buon senso. Quella che a volte manca anche all’ Uefa.

 

Francia La battaglia vinta dal Psg • Dal febbraio 2010, dopo la molte di due tifosi in 3 anni, il Psg ha combattuto i suoi uttrà. Il “piano Leproux”previde ingresso gratis per le donne, abbonamenti in curva annullati e assegnazione casuale del posto, così i gruppi organizzati non avrebbero più potuto sedersi vicini. Lo stadio è adesso pacificato

 

Germania Operazione Mondiali In Germania, decisivi si sono rivelati gli investimenti per i Mondiali organizzati nel 2006. Gli stadi tutti privati, riempiti ogni domenica, e la conseguente attenzione dei club, sono il fiore all’occhiello di un movimento che ha di fatto risotto il fenomeno ultras, quasi completamente assente in Bundesliga.

 

Inghilterra Pugno duro dopo l’ Heysel Dopo la tragedia dell’Heysel, il governo Tatcher pretese e ottenne che tutti gli stadi abolissero i posti in piedi e si dotassero di impianti tv a circuito chiuso. Ma è del 2000 (governo Blair) il “Football Disorder Act”, un pacchetto di leggi antiviolenza che ha conferito poteri enormi alla polizia.

 

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