La difficile vita del tifoso che va ancora in trasferta

Piccolo viaggio nel mondo delle trasferte che ogni anno coinvolgono circa 450 mila tifosi

di Redazione, @forzaroma

Ai tifosi che ancora seguono le loro squadre in trasferta spetta appena il 5% degli stadi “nemici”. Ma la cosa più difficile è il viaggio per arrivarci. Ogni anno infatti, circa 450mila persone si mettono in movimento per seguire la propria squadra ed ogni stadio vive una prova. D’impatto è l’immagine di Chievo-Juve. A guardare le tribune si restava basiti: i tifosi bianconeri sistemati nell’anello più alto della curva sud del Bentegodi mentre sotto di loro l’anello centrale era deserto per rispetto, si fa per dire, dei tifosi dell’Hellas che lo ritengono di loro proprietà. Per vivere poche ore al seguito della propria squadra si spendono in media 250 euro, con viaggi non certo di prima classe.  L’84 % degli scontri tra tifosi si verificano, lo dice l’Osservatorio, nelle adiacenze degli stadi o lungo le vie di accesso. E tre volte su quattro succede per tensioni tra tifoserie. Il vero problema forse non sono gli stadi, ma il modo in cui ci si arriva. Come capiterà ai romanisti a Bergamo, gli ospiti sono solitamente stretti in due vie ad imbuto che sono un assist ad agguati vari. Ma non è un problema solo di stadi piccoli. A Milano, ad esempio, San Siro accetta un compromesso per far accedere tifosi ospiti e di casa: la strada che collega il parcheggio dei visitatori al loro settore incrocia un’area di decompressione dei tifosi di casa. Così, a ogni ondata di supporter venuti da fuori, le forze dell’ordine devono transennare per far entrare i tifosi delle due squadre a corrente alternata, onde evitare scontri. A Napoli invece vince la creatività. Si possono comprare a 5 euro pettorine da stewart che unite ad un vigilante distratto creano il problema. A Bologna le telecamere che dovrebbero puntare sul settore ospiti puntano in realtà su una collina mentre a Genova il poco spazio tra filtraggio e pre-filtraggio rende il secondo di fatto inutile. Ad Empoli basta una passeggiata su un prato per aggirare i controlli. La soluzione è stata trovata all’inglese: un biglietto per un settore ospiti costa in media 30 euro, in serie A: si va dai 25 di Torino, Atalanta e Bologna ai 45 della Juve e i 50 della Roma. Alzare il prezzo per ridurre le presenze ed evitare i problemi.

(M. Pinci)

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