Il futuro remoto di Dzeko, il capitano con la valigia che deve salvare Fonseca

Domani Roma-Juve, il bosniaco furioso per la cessione saltata. E il tecnico è in bilico

di Redazione, @forzaroma

L’ultima sliding door nella carriera romanista di Edin Dzeko ha una data e un orario. Alle 23.59 di giovedì 17 settembre, il centravanti era ormai un giocatore della Juventus, pronto a salire su un volo che alle 11 di sabato lo avrebbe portato a Torino per firmare il contratto con i bianconeri.

Li incontrerà domani, otto giorni più tardi rispetto a quel volo su cui non è mai salito. Ma li troverà da avversario. Roma-Juve sarebbe potuta essere la sua prima partita da ex, un esordio contro un vecchio amore durato cinque anni ma ormai finito, scrive Matteo Pinci su “La Repubblica”.

Domani avrà “persino” la fascia di capitano, anche se qualcuno nelle ultime ore avrebbe voluto togliergliela. E nonostante un nervosismo che da giorni lo pervade, non solo negli allenamenti a Trigoria, dopo quell’addio soltanto sfiorato.

Per Dzeko già si parlava di un futuro da dirigente, dopo quello da giocatore. Poi però è arrivata l’estate, con un nuovo e silenziosissimo proprietario che come prima mossa ha deciso che la Roma merita un conto economico sostenibile. Mentre il ceo Fienga trattava Milik, a Dzeko facevano capire che non avrebbe trovato ostacoli se avesse deciso di andare via. E invece niente. Domani il centravanti giocherà contro quel che sarebbe potuto essere e non sarà. Tornerà a disposizione del “nemico” interno, il tecnico Paulo Fonseca. E forse dovrà essere Edin con i suoi gol a salvarlo, o almeno a provarci. Il portoghese si gioca la panchina, insidiato dall’ombra di Sarri e soprattutto di Allegri. E oggi c’è chi sostiene che sia stato proprio Allegri, in una chiacchierata con i Friedkin, a suggerire che in fondo, vendere Dzeko non fosse poi questa splendida idea.

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