Garcia all’ultimo respiro, il futuro nella sfida al Genoa

In un trambusto di parole il tecnico francese ammette che «il vero fallimento è stato perdere contro lo Spezia, altrove siamo in corsa». Sognava lo scudetto, ora punta al panettone

di Redazione, @forzaroma

Panchina affittasi, ma nessuno si fida, la Roma è una struttura malriscaldata, la sua panchina traballante, come scrive Sisti su La Repubblica,  simboleggia una società sempre più “a house not a home”. Genoa spartiacque? Vedremo. Genoa cruciale per Garcia? Vedremo. «Non sono uno stupido, è necessario cambiare». In un trambusto di parole Garcia ammette che «il vero fallimento è stato perdere contro lo Spezia, altrove siamo in corsa». Ma come? Non vincendo per 40 giorni, ecco come.

Ma cosa c’è da cambiare a Trigoria? Tutto, Garcia stesso, i sistemi che regolano lo scorrimento della linfa giallorossa, molti dei calciatori e dei rappresentanti del club che di questa linfa dovrebbero in teoria nutrirsi alimentando, sempre in teoria, un circolo virtuoso che non s’è mai visto? E poi cambiare in blocco non si può, quindi si presume che qualcuno pagherà per tutti.

Garcia non si sente un peso ma lo sguardo tradisce stanchezza: «Quando mi accorgerò di non essere più utile mi farò da parte».

«Non mi preoccupa l’esonero, conosco le regole del gioco», aggiunge il triste Garcia, che vede il capolinea e volta la testa. Sognava lo scudetto, ora punta al panettone.

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