Bologna bestia nera e Spalletti ritrova Fazio: “Radja furia guerriera”

Oggi all’Olimpico arrivano i rossoblù: solo una vittoria contro di loro negli ultimi 5 anni. Il tecnico giallorosso si coccola Nainggolan, deluso per l’esclusione dal Belgio: “Ora è il Ninja che vogliamo, sta bene”

di Redazione, @forzaroma

Non proprio una bestia nera, ma quasi: nelle ultime 5 stagioni la Roma è riuscita a vincere soltanto una volta contro il Bologna. Per il resto, si registrano due pareggi e una sconfitta. L’ultimo precedente risale allo scorso aprile, quando la gara terminò per 1-1, lo stesso risultato rimediato dalla Roma di Luis Enrique. In mezzo anche la sconfitta per 2-3 rimediata con Zeman in panchina, ricorda Francesca Ferrazza su “Repubblica“. Una tendenza da cambiare a cominciare da oggi pomeriggio, sfruttando i numeri altamente positivi collezionati dai giallorossi all’Olimpico (più di tre gol a partita realizzati e cinque vittorie in campionato). «Può essere che in casa nostra siamo più tranquilli e confortati — prova a spiegare Spallettima penso sia anche una casualità. In generale, vedo la squadra cresciuta, in alcuni elementi, ma anche nelle radici: più radicata a quello che è il nostro stemma e i nostri colori. Comunque dovremo stare attenti: Donadoni è un allenatore che sa dare un taglio di professionalità, di serietà e qualità alle squadre che ha allenato».

Fazio è tornato nella lista dei convocati e stasera dovrebbe giocare dal primo minuto. Da capire se in coppia con Ruediger o De Rossi: il difensore tedesco potrebbe avere un turno di riposo. Presente anche Paredes, in dubbio per una botta al ginocchio destro, presa in Austria. Ieri si è sottoposto ad accertamenti che hanno escluso complicazioni, ma solamente un trauma che dovrebbe consentirgli al massimo di andare in panchina. Tornato a disposizione Seck, che potrebbe esordire a gara in corso. Assente Totti, che rientrerà dopo la sosta, giocherà Nainggolan che è rimasto molto male per l’esclusione dal Belgio. Se lo coccola, invece, Spalletti: «Ora è il Radja che vogliamo, sta bene, ed è il guerriero che a noi piace. Ha fatto vedere la furia guerriera che possiede e che deve trasferire e che tutti noi dobbiamo assimilare da lui».

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