Anticipare l’onda del Napoli. Roma all’esame di maturità

Per scongiurare la fluida aggressività palla a terra di Sarri, Di Francesco sa che non può starsene lì ad aspettare che il Napoli provveda ai rifornimenti per le sue frecce alate

di Redazione, @forzaroma

“Sono d’accordo con Allegri, vince chi difende meglio”. Nella sua composta vitalità post-zemaniana, Di Francesco impara a distinguere nitidamente la gioia spettacolare e naif dell’entusiasta prolifero ma spesso perdente, come scrive Sisti su La Repubblica, dall’aggressiva e concreta parsimonia del cultore degli equilibri, magari non sempre bello ma spesso vincente.

Per scongiurare la fluida aggressività palla a terra di Sarri, Di Francesco sa che non può starsene lì ad aspettare che il Napoli provveda ai rifornimenti per le sue frecce alate, sia dal basso che dall’alto: deve fermarlo prima con Nainggolan, Dzeko, Florenzi e Perotti. E tutto deve succedere in trenta metri. La Roma schiacciata all’indietro cede, la sua ossatura centrale non tiene botta, è lenta. Quindi bisogna alzare la squadra sin dal primo minuto, rischiare è l’unico verbo che può rappresentare un’alternativa all’altro verbo, assai meno piacevole: subire. “E non parlatemi di scudetto adesso, almeno aspettiamo le undici di stasera“, brontola DiFra.

 

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