(Il Corriere della Sera - L.Valdiserri.) Un 2-2 con gol di Nico Lopez al 90’ e traversa presa dal Catania (Castro) nei minuti di recupero; un 2-3 contro il Bologna dopo essere stata in vantaggio per 2-0; un 1-1 in vantaggio di un gol e undici contro dieci, ieri sera, di fronte alla Sampdoria. Due punti in tre partite e l’ennesima occasione buttata per fare un salto in classifica e mostrare segni di crescita.

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È questo il triste bilancio della Roma casalinga versione Zeman, un cantiere ancora aperto che immalinconisce anche il compleanno di Francesco Totti, 36 anni oggi, che con il gol numero 216 (raggiuntiMeazza e Altafini al terzo posto dei cannonieri di tutti i tempi) aveva messo in discesa questa sfida alla Samp e a Ciro Ferrara, eterno duellante con Zeman. I due non si sono salutati. «Sono più anziano io—ha detto Zeman—, doveva cercarmi lui». «Non ci siamo incrociati—ha risposto Ferrara —. Ma da padrone di casa, che deve accogliere gli ospiti, lo saluterò sicuramente a Marassi». Per onestà di cronaca, il gol della Sampdoria è quasi un autogol del portiere: Stekelenburg (17’ s.t.) si lascia sfuggire un cross innocuo di Berardi, permettendo il tap-in a Munari.

Con chiarezza, però, bisogna aggiungere altri quattro particolari importanti: 1) mancava ancoramezz’ora al termine; 2) la Samp era in dieci; 3) sono stati i blucerchiati ad andare più vicini al 2-1 della Roma stessa; 4) la Roma non aveva giocato a Cagliari e doveva essere molto più fresca dell’avversario. Clamorosa l’occasione capitata, purtroppo per Ferrara, sui piedi troppo giovani di Mauro Icardi, classe 1993, sette minuti dopo il pareggio: un lancio nella prateria lasciata dalla Roma e Icardi si è involato da solo verso il tremebondo Stekelenburg, che prima ha fintato l’uscita e poi è scappato all’indietro: il giovane italo- argentino si è emozionato e ha permesso a Castan un recupero alla disperata.

La Samp resta comunque imbattuta e ha dato dimostrazione di forza morale: le mancava Maxi Lopez, squalificato; si è infortunato il suo sostituto, Pozzi, dopo mezz’ora; ha perso per espulsione dopo pochi secondi della ripresa il suo faro del centrocampo, Maresca. C’erano tutte le condizioni per perdere, ma i blucerchiati si sono rifiutati di farlo. Al contrario, la Roma attuale è parsa una squadra senza qualità: difende malinoma soprattutto attacca male e questo è inaccettabile per una squadra di Zeman. Per la legge di Murphy, poi, quando una cosa può andare male sicuramente lo farà. Così è stato crudele il confronto tra Stekelenburg e Romero. Il portiere argentino era stato bloccato nella scorsa stagione da Walter Sabatini e poi, una volta preso Stekelenburg, girato alla Sampdoria grazie agli ottimi rapporti con il d.s. doriano Sensibile.

Ieri Stek è costato due punti e Romero ha parato tutto il parabile, compreso un colpo di testa di Balzaretti a tempo scaduto, che aveva dato l’impressione del gol. Sabato sera, a Torino, la Roma è attesa dalla prova del fuoco: la Juventus sa di poter dare una mazzata a Zeman,mandandolo con una sconfitta sotto la media punti del tanto criticato Luis Enrique, se si esclude la vittoria a tavolino contro il Cagliari. Se potrà, Conte lo farà. Sta ai giallorossi giocare una partita «vera», la seconda della stagione dopo quella di San Siro. Non sempre si può trovare un capro espiatorio.

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