Tottinik

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – S.Romita) Per il mercato italiano forse è un po’ tardi ma per i mercati asiatici composti da milioni di cittadini l’idea di far sedere Francesco Totti nella mitica 1313 di Paperino e lanciarlo a tutto gas per le strade cinesi è una grandissima suggestione.

E poi ci sono le scuole calcio romaniste che stanno nascendo a Boston e le altre decine di idee di marketing pronte a partire nel prossimo biennio, quando la Roma entrerà negli stadi europei per esportare una modalità di gioco e di etica applicata allo sport, terza solo all’Aiax dal calcio totale di Johan Cruijff e all’odierno Barcellona di Messi e Guardiola. E mentre lo scrivo mi faccio chiaramente il segno della croce. Fantasia? Realtà? Chi può dirlo alla luce di un futuro che si sta scrivendo in questi mesi? Nel mondo meraviglioso della fantasia dopo tutto ci siamo già entrati con l’intesa tra la Roma e la Disney, prima tra le partnership internazionali che Franco Baldini e la coppia DiBenedetto-Pallotta intendono chiudere. Topolino con la maglia della Roma e il pollice in bocca? Un’idea geniale come dipingere di giallorosso il mantello e la tuta ignifuga di Paperinik. E se la Fiat se ne va in America con successo, non si capisce perché non potrebbe avere uguale fortuna la Disney a Roma, nell’unico parco divertimenti esistente in città: lo stadio Olimpico quando sull’erba ci sono Totti, De Rossi e Lamela. A pensare al grande accordo commerciale con la Disney, che dovrebbe essere presentato a breve, è stato lo staff americano di James Pallotta. Il potenziale mercato internazionale (…) è ancora tutto da inventare e non è sfuggito ai nuovi proprietari della Società che nel 2016 si aprirà in Cina, dove già pensiamo di esportare il marchio giallorosso, il nuovo grande parco Disney a tema. Dopo quelli di Tokyo, Parigi, Orlando e, tornando alle origini, Los Angeles.

Un assaggio del binomio Roma – Disney si è avuto il 16 gennaio del 2008 con la storia di PaperTotti sull’edizione italiana di Topolino nel numero 2721. La nascita del “cucchiaio” suggerita da Ciccio nella fattoria di nonna Papera, tra una torta di mele e un gelato. E per Topolino non è certo una novità aprire le sue pagine ad operazioni commerciali, alcune delle quali pagate a peso d’oro. Come per il lancio della Fiat 850 nel maggio del 1964. Avevo dodici anni allora e devo ammettere che aprire il mio giornaletto (dal numero 455 al 464) e storcere il naso fu una sola cosa. Non mi piacque allora vedere sverginate le tavole dei miei disegnatori preferiti (ce n’erano alcuni veramente strepitosi per tratto e capacità di sceneggiatura) con aspetti del mondo reale. Le dieci puntate che accompagnarono il lancio dell’850 non erano poi così tremende, se si esclude qualche slogan di troppo all’interno delle storie. Certamente l’850 ha rappresentato nel decennio 1965/ 1975 un grande successo automobilistico italiano, pari solo alla successiva 127. Nulla ci impedisce di vedere dunque in questo scambio Italia – America, con la Fiat che se ne va negli States e la Disney che arriva alle pendici di Monte Mario, le premesse per uno strepitoso successo della nostra grande Roma.

Anzi direi che Obama si può tenere per sempre Marchionne se in cambio ci spedisce qui i discendenti di Walt Disney, che trasformava in oro tutto quello che toccava, disegnava, immaginava. I primi, ci sembra, sono già arrivati.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy