Roma stracittadina aperta all'antirazzismo

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – A.F.Ferrari) Una giornata per la memoria. Un modo per combattere il razzismo. Non solo l’antisemitismo ma tutti i tipi di discriminazione. Roma e Lazio unite contro il razzismo.

Ieri nella sala dell’Arazzo del Campidoglio il Presidente dell’Assemblea Capitolina, Marco Pomarici, e l’assessore alle Relazioni Esterne e Istituzionali di Roma, Ruben Della Rocca, hanno presentato assieme ai dirigenti della A.S. Roma e S.S. Lazio, Walter Sabatini e Igli Tare, e di Fabio Simplicio e Cristian Brocchi a rappresentanza delle due squadre, l’iniziativa contro il razzismo e l’antisemitismo in occasione del derby di domani. I giocatori delle due squadre della Capitale domani entreranno in campo con le maglie contro qualsiasi tipo di discriminazione. (…)

L’ultima volta fu nel 2000 quando il presidente della Roma, Franco Sensi, e il presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, si recarono insieme alla scuola ebraica di Roma. «Dal derby d’andata volevamo quest’iniziativa». Così ha esordito Ruben Della Rocca durante la presentazione dell’evento. «I miei ringraziamenti a Lotito, al direttore Sabatini e a Simplicio, Tare e Brocchi. Ci siamo mossi tutti. Questo significa che le società sportive sono sensibili al tema dell’antisemitismo e razzismo. Io vado la domenica allo stadio e mi è capitato di sentire cori come “Sinisa zingaro” o i buuu ai giocatori di colore, ne sono rimasto indignato. Questi cori non hanno nulla a che fare con lo sport – ha proseguito l’assessore alle Relazioni Esterne e Istituzionali -. Dando dell’ebreo ai giocatori della Roma si rievocano leggi razziste. Il coro in maniera offensiva ci si rifà ad esperienze del passato. Roma è città libera, indipendente e appartiene a tutti». Della Rocca ha poi voluto ricordare e dedicare questa iniziativa al «nonno Rubino della Rocca, tesserato As Roma prima della guerra, morto ad Auschwitz, e a Giovanni Di Veroli “che chiamo zio Ciccio” che è stato un giocatore della Lazio. «C’è stato un calciatore ebreo che ha giocato in Serie A nella Lazio e lo dico a quelli che fanno i cori – ha sottolineato l’assessore -. Invitiamo Roma e Lazio ad un viaggio della memoria ad Auschwitz Birkenau. Sarebbe esperienza di vita».

In merito a quest’invito, il direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini ha prontamente risposto: «Diamo la nostra adesione». (…) «Già ho espresso come l’idea di tutti noi sia quella di parlare di antisemitismo e razzismo, in linea con le parole di Della Rocca. E’ doloroso pensare che non saremo mai una civiltà che può accogliere religioni diverse, nonostante i flussi migratori. Ridicolo e doloroso trovarsi a fronteggiare questo tipo di situazione. Abbiamo aderito a quest’iniziativa, e faremo lo stesso per quelle che verranno. La Roma (…) c’è, ora e nel futuro».

Il Presidente dell’Assemblea Capitolina, Pomarici, ha fortemente voluto questa iniziativa: «Non si possono sentire i cori contro gli ebrei, come anche i cori contro Paparelli. Siamo contro l’antisemitismo, il razzismo, ma anche contro le offese gratuite. Ci deve essere una cultura del nemico all’interno del rettangolo verde. Serve un tifo buono. Il tifo degli sfottò e degli stendardi che prendono in giro dev’essere senza offese. La politica non deve entrare nelle nostre curve, ne uscirebbe un messaggio bieco». La scelta di attuare questa iniziativa proprio nel derby non è stata casuale: «Pensate che nelle prime 39 posizioni dell’Auditel ci sono partite di calcio. Questo messaggio lo abbiamo voluto far partire dal derby che avrà respiro internazionale ». Anche la decisione di presentare questa iniziativa a Palazzo Senatorio non è stata frutto del caso: «Sopra l’ascensore (…) c’è una targa a ricordo dei dipendenti licenziati in quanto ebrei durante le leggi del 1938. Da qui deve partire questa campagna. Roma e Lazio unite». Il Presidente Pomarici ha poi voluto ricordare Lucio Dalla, scomparso in settimana, e ha preso spunto da una sua canzone: «Voglio ricordare, qui, oggi Lucio Dalla, grande artista e uomo. Prendo poi spunto dalla “Sera dei Miracoli”, sperando che domenica sia il “Pomeriggio dei Miracoli”. Senza cori di questo genere. Viva la Roma, Viva la Lazio, Viva il Derby della Capitale!».

(…) «A me personalmente non è mai successa una cosa del genere, ma ho avuto compagni che hanno subito questo genere di episodi in campo, ed è stata una cosa fastidiosa – le parole di Fabio Simplicio -. E’ una situazione che richiede del tempo per essere superato. Non c’è da oggi. Portiamo avanti piano piano queste iniziative e speriamo di togliere questi cori per portare un po’ di pace. La cosa più importante del calcio sono i tifosi, e sarebbe bello che fosse tutto senza razzismo e antisemitismo. Siamo sempre a disposizione per queste manifestazioni», ha concluso il centrocampista della Roma. (…).

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