Rimonte e Zeman, già visto

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Izzi) – Il tema delle rimonte (da un passivo almeno equivalente a due segnature), se declinato in chiave Zeman ha il suo fascino, soprattutto perché, andando a verificare i numeri e i fatti, il tracciato è molto meno ricorrente di quanto si possa pensare. Tornando alla stagione d’esordio del boemo, anno 1997/98, iniziammo a familiarizzare con questo termine a partire dal mese di agosto. Una tranquilla amichevole con il Boavista, giocata il 3 agosto e condotta dai giallorossi sul 2-0 grazie alle reti di Aldair e Candela, terminò in pareggio. Per assistere a un simile scivolone in negativo, con i tre punti in palio, occorrerà fortunatamente attendere sino al match col Parma di Carlo Ancelotti del 29 marzo 1998. I nostri vanno avanti per 2- 0 e ad aprire le marcature è lo strepitoso cucchiaio di Francesco Totti a Buffon. […]

 

Dopo il raddoppio di Paulo Sergio (che chiude con un taglio e il tiro al volo una fuga e un servizio del solito Totti), arriva il blackout e il pareggio degli emiliani. Per la prima stagione, che ci crediate o no, è tutto qui, mentre nell’anno 1998/99 si capisce sin da subito che il panorama sarà più movimentato. Il 14 agosto in un’amichevole contro il Treviso, la Roma si trova sotto di due reti a zero. In sei minuti Paulo Sergio e Totti (abbonati …) rimettono le cose a posto. E’ ancora rimonta giallorossa, ma questa volta, per la prima volta con i due punti in palio, il 9 settembre 1998. Nei sedicesimi di finale di Coppa Italia, a Verona, lasciamo andare sul 2-0 il Chievo per poi riagguantarlo con Bartelt e Gautieri. Numericamente non è molto, l’impresa del 17 ottobre 1998. Da 0-1 a 2-1. Ma il tutto tra il 91’ e il 94’, contro la Fiorentina, in inferiorità numerica. Totti, Alenichev e un boato raramente udito così forte.

 

C’è poi il più celebre dei nostri precedenti, quello del derby del 29 novembre 1998. Nel corso della gara, dopo essere stata in vantaggio, la Roma si trova sotto per 3-1 con un uomo in meno. Se ne vedono di tutti i colori: salvataggi sulla linea, calcio di rigore per la Lazio (per dirla con Zeman in uno speciale di “Sfide”: «Sperava che lo sbagliassero … ma non l’hanno sbagliato»), gol annullati … e poi, poi arrivano Di Francesco (che sradica la palla dai piedi di Nedved) e Totti[…]

 

Il 3 maggio 1999, altro incantesimo, ma questa volta spezzato, contro l’Inter di  Hodgson e di un certo Ronaldo. Al 35’ del primo tempo, con l’acuto del solito Totti, siamo sotto per 3-1, per giunta con Konsel che ha archiviato un autentico miracolo su una bordata all’incrocio dei pali di Roberto Baggio. Al ritorno in campo, c’è una sola squadra, Tommasi pesca Paulo Sergio ed ecco il 2-3, poi aggancio con Delvecchio. Dall’ inizio della ripresa sono passati solo 4’. Quando all’Olimpico si attende il massacro dei nerazzurri, Ronaldo gela tutti e riporta avanti i suoi. Le coronarie saranno ancora messe a dura prova dal nuovo pareggio di Di Francesco. Palla orrendamente svirgolata da Paulo Sergio, Totti trasforma il tutto in un assist strepitoso smorzando la sfera di testa, botta di Eusebio e 4-4. Quindi, dopo un drammatico liscio di Marco Delvecchio a un metro dalla porta che avrebbe fatto saltare il banco, ecco il diabolico 5-4 di “simpatia” Simeone. Siamo così a questo campionato, che è ancora cronaca troppo recente per avere bisogno di essere rinfrescata. Con la rimonta subita il 16 settembre contro il Bologna e con l’impresa di domenica. Quella con il Genoa, dunque, è stata veramente un’impresa che non ha precedenti nel consolato zemaniano a Roma. […]

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