Poveri formellesi, cotolette e cannolo!

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Bianchini) Si è venuto a sapere che i laziali, mediocri emulatori di chi gioca il calcio superiore nella Capitale, abbiano organizzato due cene: una in casa e l’altra fuori.

C’era da festeggiare la classifica foriera di immensi traguardi. Negli “allegrotti” casali della campagna fomellese non si era parlato d’altro. Megafoni compiacenti avevano amplificato a dovere le galoppanti fantasie suscitate dai “guerrieri” biancocelesti. Ripartendo dal trespolo, Olympia si preparava a spiccare il volo verso la “gloria”, adesso, nel dopo Catania, rimandata a data da destinarsi. Un diavoletto riparatore, ci ha messo la coda. Il fantasioso menù, preparato scrupolosamente con l’elenco dei cibi prelibati, è andato a finire nella cucina di un cuoco amante della giustizia. E così, nel giro di appena sei giorni , le indigestioni a catena degli effimeri festaioli , hanno dovuto chiedere soccorso alla preziosa ospitalità dei bagni pubblici. E’ accaduto che dopo il caviale messo nel programma della degustazione, trasformato lunedi scorso dai folletti di Pioli in tre prosaiche cotolette alla bolognese, fosse arrivato ieri pure il dessert donato dalla premiata ditta Montella.

L’ex bomber, terrore della curva nord, era appostato dietro l’angolo con accesa voglia di prendersi i 3 punti e, perchè no, pure di vendicare i compagni di tante vittorie. Anche una sola goccia di sangue romanista, quando entra nelle vene, rimane e non mente mai. Figuriamoci quando al posto di una goccia c’è la fuseliera dell’aeroplanino poena. Ricordando forse i quattro cioccolatini dispensati da lui stesso in uno storico derby romano, egli ha ritenuto opportuno rimanere in tema di pasticceria. Per galanteria e tanto per lenire il pianto degli ospiti, ha servito loro un sontuoso cannolo siciliano. Un cibo “leggerino”per pancini già scossi dalle cotolette emiliane. Altra corsa frenetica verso l’amico “water” in una gara, vista l’aria che tira, che potrebbe ripetersi in fotocopia chissà quante altre volte. (…)

Stavolta i due celebri tuffatori Brocchi e Klose non hanno trovato modo di esibirsi e il risultato ha preso la via della verità. In chiusura, una metafora divertente. Il calcio è anche allegria. Non sono ammesse code di paglia. Se dovesse accadere il contrario, imparino ad accettare un sano”chissenefrega”. Dicevamo, il cannolo siciliano, superbo protagonista di giornata, possiede una minacciosa forma conica che in certi casi, potrebbe anche assumere le sembianze di una presenza inquietante per le “parti nobili”. Una specie di arma puntata, da cui inutilmente i laziali hanno tentato di fuggire. Sono stati ripetutamente inseguiti per quasi tutta la gara. Alla fine si è sentito solo un lamento : Ahi…Ahi…che male!

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