Oggi è il giorno di Marquinhos

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) E’ atteso a Roma stamattina all’alba insieme al padre Marcos e al procuratore Bertolucci, con lo stesso volo che ha portato a Fiumicino Dodò e Castan, i due brasiliani che prima di lui hanno vestito la maglia del Corinthians per indossare poi quella della Roma. Se non ci saranno ritardi – aerei e non solo – quella di oggi per Marquinhos sarà una giornata intensa: sbarco a Roma, visite mediche tra il Gemelli e il Campus Biomedico, un salto a Trigoria per immergersi nella nuova realtà.

 

«Qui in aeroporto, è il momento di dire addio e andare in Italia», l’ultimo messaggio affidato a Twitter prima di imbarcarsi sul volo per la «nuova storia che Dio ha per me», come ha definito l’avventura che sta per cominciare nella Roma. Una realtà che il diciottenne brasiliano (“giovane solo dal punto di vista anagrafico”, dice chi lo ha già visto giocare) ha scelto nonostante le pressioni dell’ambiente – inteso come famiglia ed ex società – che avrebbe voluto che restasse almeno un altro anno in Brasile. Lui ci ha pensato ma poi ha deciso di accettare l’offerta giallorossa perché sa che certi treni nella vita passano una volta sola.

 

Non dimentica però chi è e da dove viene. Per questo, subito dopo aver firmato il rinnovo col Timao fino al 2016 (soluzione che gli consente di venire alla Roma in prestito con diritto, quasi obbligo, di riscatto), ha voluto salutare così chi gli è stato accanto in questi anni: «Ragazzi, molti di voi ormai sanno che sto andando via per giocare in Italia con la Roma. E’ stata una delle decisioni più sofferte della mia vita, ma dopo aver parlato a lungo con la mia famiglia, col mio agente e i dirigenti del Corinthians ho deciso per il bene della mia professione. Sono stati dieci anni in cui sono cresciuto tantissimo come giocatore e come uomo. Dico grazie a tutti, da chi mi rimetteva a posto la stanza nel ritiro delle giovanili al più alto dirigente».

 

Questi pensieri, come un qualsiasi diciottenne, Marquinhos li ha affidati a Twitter. Sembrano le parole di un uomo già maturo, invece che di un ragazzino poco più che adolescente e questa maturità non colpisce chi lo conosce e ne ha parlato per la prima volta a Zeman ormai più di un mese fa. Il boemo ha visto alcuni dvd con le partite di Marquinhos, ne ha parlato con Sabatini e ha avuto qualche contatto anche con lo stesso giocatore. Vuole metterlo alla prova perché per lui l’età non è un problema.

 

E lo dimostrano i fatti: gli anni del brasiliano e di Romagnoli, sommati insieme, fanno quasi l’età di Heinze, che ha lasciato Trigoria qualche giorno fa. Un caso? No. Perché proprio a Trigoria sono convinti che questi due ragazzi, che potranno crescere avendo davanti due esperti come Castan e Burdisso, potranno rappresentare il futuro della difesa della Roma per parecchio tempo. Le premesse ci sono e sono anche importanti, adesso a parlare dovrà essere il campo.

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