Oggi Dodò può spiccare il volo

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) – È il giorno. Anzi, onde evitare di apparire eccessivamente ottimisti, può essere il giorno. Quello di Dodò, quello del debutto con la maglia della Roma, quello della prima volta vera perché l’altra volta, con l’Aris Salonicco, era un’amichevole, un test estivo, un assaggio di classe per i palati dell’Olimpico. Un assaggio: sette minuti, solo sette, fuori Piris e dentro Dodò. Oggi il terzino brasiliano ritrova (o può ritrovare: dipende, meglio ripetersi, dal grado di ottimismo) l’Olimpico, ma in una partita vera, che vale tre punti[…]

 

«Dodò sta bene. Non è scontato che giochi titolare ma è probabile». Lo ha detto ieri Zeman, che non ha certo bisogno di giocare a carte coperte, il suo 4-3- 3 vola adesso anche cambiando gli interpreti, vola come potrebbe volare Dodò. Il pupazzo che fa divertire i bambini potrebbe far divertire oggi gli adulti. Nell’immaginario collettivo potrebbe trasformarsi in un calciatore. José Rodolfo Pires Ribeiro ha superato gli ostacoli di un infortunio tremendo, di quelli spaccacarriere, col lavoro ha cambiato il suo futuro. Ha accettato l’invito di Sabatini, ha salutato il Corinthians per scegliere di varcare l’oceano. […]

 

In attesa di conoscere il giocatore Dodò, si conosce il ragazzo Dodò. A Roma conduce una vita regolare. Ha legato moltissimo, e non sarebbe potuto essere diversamente per lingua, ed età soprattutto, con Marquinhos. Con la esse finale. Gli piace la cucina italiana, ma per quella romana ha un’autentica predilezione. Il suo piatto preferito è la pasta all’amatriciana (che però a dire il vero con Roma c’entra poco: nella Capitale la portarono i pastori di Amatrice). Ha seguito la squadra a Milano contro l’Inter e a Torino contro la Juve, lo ha fatto anche se da infortunato era dispensato, anche se avrebbe potuto decidere di starsene a casa davanti alla Play. Ha un tecnico per maestro, ma anche qualche compagno per guida. A Trigoria raccontano che quello che gli dà più consigli ha undici anni più di lui. Si chiama Balzaretti. Pensate. Stesso ruolo, eppure Federico ogni volta che può assiste questo ragazzo dalla chioma alla Sic. Gli spiega i principi del collettivismo zemaniano. Questione di saggezza, questione che Balzaretti guarda alla carta di identità e sa che il presente è suo, ma il futuro passa per forza per i piedi altrui. Oggi Federico non ci sarà, messo fuori causa da una lesione di primo grado. Al contrario, e magari qui c’è lo zampino del destino, Dodò si allena assieme al gruppo da inizio settimana. C’è chi a Trigoria predica prudenza, c’è chi è convinto che non abbia assolutamente 90 minuti nelle gambe e che alla fine Zeman opterà per la soluzione Marquinhos, con Castan e Burdisso centrale. […]

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