Masiello parla, la Serie A trema

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – F.Urbisaglia) Potrebbero non esserci soltanto calciatori ma anche i dirigenti di alcune squadre importanti tra i personaggi implicati nello scandalo del calcioscommesse.

 

Le novità più rilevanti sono attese da Bari dove la Procura del capoluogo pugliese sta lavorando per fare chiarezza riguardo al coinvolgimento di altri giocatori, molti dei quali militanti in Serie A, e di società importanti. A fare nomi e cognomi il pentito Andrea Masiello, la cui collaborazione si sta rivelando decisiva per lo sviluppo dell’inchiesta. L’impressione diffusa è che da un momento all’altro si possa scoperchiare un vero e proprio vaso di Pandora e che la prossima stagione calcistica possa venire fortemente condizionata dalle eventuali penalizzazioni che ne conseguiranno. Ad oggi sono già molte le società coinvolte nello scandalo. In particolare, oltre al Bari, il cui ruolo appare centrale, la Lazio, con il capitano Mauri menzionato più volte durante gli interrogatori. «Ci saranno altre notizie, altri risultati, altri dati, perché le indagini continuano e comportano nuovi elementi» aveva dichiarato qualche giorno fa il capo della Polizia Antonio Manganelli alcuni giorni tornando a parlare dello scandalo.

Parole che hanno scosso l’intero movimento calcistico italiano. «Abbiamo già individuato partite truccate con il coinvolgimento di tesserati – aveva aggiunto il capo della Polizia -. Ne stiamo individuando ancora altre. Ci saranno altri risultati». E ancora: «Possiamo uscirne, ma bisognerà capire che non vengono perdonati dagli organismi sportivi i tesserati coinvolti e non vengono perdonati dalla giustizia penale quelli che commettono reati. È una brutta storia». Altro che amnistia, quindi. In totale controtendenza con quanto proposto poco meno di una settimana fa dal procuratore di Cremona Di Martino, propenso ad azzerare quanto fatto sinora dalla giustizia sportiva per ricominciare da capo. Le indagini proseguono e il ruolo di alcuni giocatori interrogati dagli inquirenti in questi mesi di indagini si stanno rivelando determinanti. (…)

Questa mattina intanto sarà convocato uno dei tre ristoratori baresi indagati con l’accusa di «associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, in concorso con altri». Si tratta di Onofrio De Benedictis, titolare di un ristorante di Bari Vecchia, frequentato dai calciatori della squadra cittadina indagati. La sensazione è che quanto emerso sinora sia solo la punta dell’iceberg.

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