Luis Enrique: "In campo con cuore e passione. Può essere la svolta"

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista) – Luis Enrique, cosa rappresenta per lei il derby? Dal primo giorno in cui sono arrivato, so che il derby è una partita molto speciale in cui non si gioca solo per i 3 punti. Tutto il tifo aspetta questa partita. Conosco l’importanza della sfida e questo aiuta sia me che la squadra ad arrivare nelle migliori condizioni.

È la partita più importante della sua carriera? No, per me no.

Può essere la partita della svolta? Non lo so, sono preoccupato di tutto quello che posso controllare. Ho detto che è una partita speciale e importante per noi, la stiamo preparando al 100% pensando a come essere superiori a un avversario che è forte, che è in classifica davanti a noi dall’inizio e sta facendo un ottimo campionato. Conosciamo le difficoltà, ma sono ottimista riguardo domani (oggi, ndr) e spero che sia un momento in più per avvicinarsi alla vittoria. Il resto? Quando vado per la strada, anche se non ci vado troppo, sento quasi solo cose buone.

Saprà quanto si è parlato del caso De Rossi. È tornato a parlare con i giocatori della sua esclusione? Se non leggo mai i giornali, e ho questa abitudine sacra, pensa se l’ho fatto questa settimana… Assolutamente no, non li leggo e non li leggerò. Quando sono arrivato qui, ho pensato che sapevo cosa volevo dalla mia squadra dentro e fuori dal campo e continuo a pensare lo stesso. Ogni giorno si lavora per sapere cosa fare dentro al campo e cosa fare quando si è tutti insieme pronti per la partita. Niente di più. Non ho problemi con nessun calciatore. So ancora che significa essere un giocatore, ma questo non significa che siamo o che dobbiamo andare d’accordo su tutto. Io sono l’allenatore e loro i calciatori. Loro hanno sempre una mentalità individuale, pensano prima a se stessi e poi alla squadra, mentre l’allenatore fa il contrario, è normale che sia così e che debba essere così e la mia responsabilità è questa. (…)

A Bergamo la squadra è crollata psicologicamente. Le sembra pronta psicologicamente per il derby? È prontissima, qualunque calciatore è prontissimo per un derby, anche gli infortunati. Si gioca col cuore, con la passione. È più importante controllare la testa e non essere troppo motivato. Con tutto quello che sembra sia successo, comunque mancano ancora 13 partite e lasquadra che può ancora essere sia terza che sesta che settima. Non si sa, speriamo e aspettiamo la fine di stagione. Ma domani (oggi, ndr) è una svolta importante. Non solo perché è il derby e la Lazio, ma anche perché si gioca con un avversario diretto per la Champions o per la Uefa.

Questo derby conta più per la Lazio o per la Roma guardando la classifica? Per lei la Lazio è una big oppure no? Si vedrà alla fine del campionato per chi sarà stato più importante. Non lo so, non faccio pensieri alla lontana come allenatore. L’obiettivo ora è il derby e come fare male alla Lazio, che, ripeto, è una squadra di alto livello, sempre terza o quarta in classifica. Questo è un ottimo obiettivo.

Quale spirito vuole vedere nei suoi giocatori? Quello delle ultime 4 partite giocate in casa: Parma, Inter, Bologna e Cesena. Un gol, anzi no due gol incassati e non so quanti fatti. Con questa mentalità e con questa attenzione e con questa disponibilità. E anche con la mentalità vista nel primo tempo dello scorso derby: non ho dubbi sulla proposta che farà la Roma, non dico se lo farà bene o male, ma so cosa andrà a proporre in campo e questo significa tanto per me. (…)

Peserà più la vostra freschezza o la loro esperienza? Questo non lo so, ma sono fiducioso, molto fiducioso. Molto fiducioso. Questa settimana è stata un po’ diversa perché c’erano tanti calciatori con le nazionali, ma ho visto un’ottima aria per fare una partita stimolante, unica e bellissima per il pubblico. Di questa partita ho sentito parlare tantissimo prima di venire qua e ora la aspettiamo con piena fiducia. È un’opportunità unica di difendere la tua squadra e venire riconosciuto dal tifo come un calciatore di livello. Non deve esistere la paura.

È una partita speciale anche per i giocatori spagnoli. Lo è per tutti, non solo per gli spagnoli. Da quando sono arrivato ho spiegato che per me la nazionalità non conta, tutti sono accomunati dalla stessa maglietta. È una partita importante per tutti, per me per primo. Vogliamo fare bene e conquistare questi tre punti.

Parlando delle due rose, quale ritiene più competitiva al momento? Della Lazio posso solo dire che sta facendo bene, è allenata da un grande allenatore con una grande esperienza. È sempre stata su in classifica e ci sarà grande difficoltà. Noi invece abbiamo fatto un inizio di campionato mediocre… (…)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy