«Sì all’aiuto della Roma»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) – «Una presenza così folta a bordo delle Navi della Legalità è l’ennesima dimostrazione che la voglia di reagire del Paese all’attentato di Brindisi è forte. E Il Romanista può aiutarci a veicolare un messaggio di legalità, perché è una testata conosciuta e stimata tra gli sportivi».

Il sottosegretario all’Istruzione Marco RossiDoria è a Palermo. Con lui ci sono il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma ci sono soprattutto studenti e insegnanti di 250 istituti d’Italia. Scuola & Sport: è un binomio fondamentale per combattere la criminalità organizzata, che trova terreno fertile in alcuni quartieri del Mezzogiorno. «Quelli dove il tessuto sociale è più fragile», spiega a Il Romanista Rossi-Doria. Il Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha sottoscritto apposta assieme al Ministero dell’Interno un accordo di programma. Uno degli obiettivi, appunto, è «la promozione attraverso lo sport dei valori di lealtà, correttezza e rispetto delle regole negli istituti scolastici che si trovano in aree in cui insistono situazioni di disagio sociale». Aree come Scampia, cuore di Gomorra. «Se dovesse arrivare un’offerta della Roma per quei luoghi – avverte il sottosegretario – saremmo pronti a valutarla proprio con voi». Con Il Romanista. Sottosegretario, l’8 maggio avete firmato a Scampia un accordo di programma che punta a combattere le illegalità attraverso lo sport. Undici giorni dopo, si è consumato l’attentato di Brindisi, la cui matrice potrebbe essere di stampo mafioso. Sono due fatti diversi che si legano tra loro in maniera indiretta. Quando si rompe un tabù, quando succede una cosa così grave, così sanguinosa, così terribile, penso che sia necessario coagulare tutte le forze che è possibile radunare. E così è stato. L’Italia si è indignata. In effetti, ho notato una grande reazione in tutto il Paese.

Specie da parte dei ragazzi di quell’istituto, che hanno respinto il ricatto della paura. Sono tornati sui banchi, hanno parlato dell’attentato, si sono stretti attorno alla scuola pubblica. C’è una grande voglia di reagire a cose come queste, come a tutte quelle che minano la convivenza civile. Siamo venuti qui con due navi, una da Civitavecchia e una da Napoli, per il ventennale della strage di Capaci. Il numero di insegnanti e studenti che sono presenti a questo evento, peraltro dopo mesi di laboratori sulla legalità, è l’ennesima dimostrazione che la voglia di reagire è forte, come ha ripetuto anche il Presidente della Repubblica. Ecco, il patto di Scampia affronta proprio la questione del come agire. L’accordo prevede una serie di interventi – dall’informatizzazione delle scuole alle iniziative contro la dispersione scolastica – per i territori dal tessuto sociale più fragile del Mezzogiorno, come Scampia a Napoli ma come pure molti quartieri di tante altre città del Sud. È una grande sinergia di fondi, che l’intesa punta a sfruttare nel modo migliore possibile. Una parte dell’accordo riguarda gli impianti sportivi. La Roma potrebbe dare un segnale forte, formando magari una scuola calcio in una delle zone interessate dal patto di Scampia? Stiamo cercando di capire se in qualcuno di questi luoghi possiamo avere anche delle iniziative delle società di calcio. Se dovesse arrivare una offerta della Roma, saremmo pronti a valutarla proprio con Il Romanista. Un segnale lo ha mandato anche Totti, che ha giocato con la Nazionale Magistrati. Siamo molto contenti di questa disponibilità.

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