«Finalmente basta chiacchiere»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Macedonio) – L’indiscrezione l’aveva data Il Romanista. Nella giornata di ieri è arrivata l’ufficialità.

L’As Roma ha conferito alla Cushman & Wakefield – l’agenzia di consulenza immobiliare, americana ma con sedi in tutto il mondo – il mandato di individuare entro il prossimo mese di giugno l’area su cui costruire il nuovo stadio. «E’ un passaggio importante» dice l’avvocato Fabrizio Grassetti, presidente dell’Utr. «Perché si prende atto, con soddisfazione, dell’agire attraverso fatti concreti e non le solite chiacchiere. Un passaggio peraltro da condividere, perché nel segno di una maggiore trasparenza. Quella che consente, attraverso l’affidamento ad una primaria società, esterna ma con competenze specifiche nel settore, di evitare qualsiasi considerazione, anche malevola, soprattutto in un ambiente difficile come quello romano, circa il possibile interesse personale di qualcuno, laddove questa scelta, se fosse stata operata dalla società, avesse privilegiato questo o quello. Le perplessità, se ci sono, non riguardano questa fase del lungo iter che porterà alla realizzazione dello stadio, quanto piuttosto quella successiva, in cui la burocrazia che affligge il nostro Paese potrebbe incidere pesantemente sui tempi.[…]».

«E’ un fatto positivo» sostiene a sua volta Francesco Lotito, presidente dell’Airc, a commento dell’incarico affidato all’agenzia americana. «Si esce finalmente dal libro dei sogni. Quello fatto di tante slide – lo dico oggi, ma lo dissi anche allora in occasione di quella presentazione dell’impianto intitolato a Franco Sensi – che non significano però fare uno stadio. Per il quale ci vogliono innanzitutto le risorse economiche, avere un progetto, aver trovato una localizzazione ed accertata l’esistenza di servizi, soprattutto sul piano dei trasporti. Perché è tutto questo che serve, oggi, per costruire uno stadio. E se quella era solo una dichiarazione di intenti, che si è poi tramutata nel nulla, quella della nuova società è invece, come più volte ribadito da quando si è insediata, una priorità assoluta, com’è giusto che sia in un business plan come il suo. Un fatto importante, quindi, come dimostrato dalla capacità di incidere dello stadio della Juventus, ma anche dei tanti stadi che abbiamo visitato all’estero, e non penso solo a paesi ricchi come la Germania o l’Inghilterra, ma anche a Spagna, Grecia o Portogallo. Lo stadio Olimpico, lo sappiamo, fatta eccezione per la Monte Mario o la tribuna stampa, non consente di vedere al meglio la partita negli altri settori, non essendo stato pensato per il calcio. C[…]».

«Il mio giudizio è assolutamente positivo» dice anche Paolo Cento, esponente di Sel e presidente del Roma club Montecitorio. «Perché va in controtendenza rispetto ad un clima di scetticismo che pure si era diffuso in città nelle ultime settimane. Non si parlava infatti quasi più del nuovo stadio, mentre questo comunicato conferma che per la As Roma è una priorità assoluta all’interno del programma di crescita della società. E aver affidato quest’incarico ci dice che lo stadio rimane l’obiettivo, non agonistico, più importante che vi sia. E che accompagna quello che, sul piano sportivo, mira alla realizzazione di una grande squadra. Quanto ai tempi, io mi auguro che si arrivi finalmente – e qualche segnale positivo c’è – allo sblocco della legge sugli stadi, sapendo che questa è importante ma anche che, come dimostra quello della Juventus, lo stadio si può fare anche in assenza di una legge ad hoc. Ma se si fa la legge, una volta individuata l’area insieme alle istituzioni romane, i tempi sono certamente più veloci. […]».

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