«Che bello, sono tornato. E adesso non mi fermo più»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Giannini) – «Quale è il mio programma? Non fermarmi mai».

Riecco Burdisso. Con la grinta e la voglia di sempre. Anzi, di più. Per calarsi almeno un po’ nelle sensazioni di Nicolas bastano due immagini: da una parte quella terribile del ginocchio che si piega all’indietro e fa crac, dall’altra quella di ieri pomeriggio, in piedi, fiero, di nuovo al centro della difesa della Roma (anche se Primavera). In mezzo 6 mesi di sofferenza. Anzi, 6 mesi e 3 giorni, come ha voluto precisare lui, per far capire quanto gli sia mancato il calcio.

Il “bandito” romanista è tornato in campo e adesso non si vuole più fermare. Anche se realmente non lo ha mai fatto. Perché, anche se non poteva giocare, Nico è rimasto un punto di riferimento della Roma e dello spogliatoio. Sempre al fianco dei compagni e anche dell’allenatore (solo pochi giorni fa ha ribadito «E’ stato un anno difficile, ma Luis Enrique ci ha dato molto. Abbiamo imparato molto da lui»). Sempre presente, soprattutto nei momenti difficili (e ce ne sono stati parecchi nella stagione appena conclusa) anche a costo di trascinarsi con le stampelle e la gamba bloccata nel tutore. Era successo ad esempio in occasione della cena organizzata dai giocatori per fare quadrato dopo la sconfitta di Udine con le scintille tra Lamela e Osvaldo. Era la fine di novembre, appena una manciata di giorni dopo il terribile impatto contro il giocatore della Colombia. La diagnosi era stata immediata e impietosa: lesione del crociato, lesione del collaterale tibiale e frattura del piatto tibiale.

Insomma, stagione finita. E tanti dubbi sui tempi di recupero. E invece Nico ha bruciato tutte le tappe e ha quasi “rischiato” di tornare in tempo per l’ultima di campionato. Ha dovuto posticipare solo di qualche giorno. Giusto il tempo di cominciare ad allenarsi con il gruppo della Primavera, mentre i suoi compagni di prima squadra cominciavano le vacanze. Ieri contro il Monterotondo Lupa è stato il giorno più atteso, il giorno zero, quello della sua rinascita. E Burdisso non ha nascosto la sua emozione.

Uscendo dal campo a fine primo tempo (ha giocato 15 minuti più dei 30 previsti alla vigilia) lo ha detto chiaramente: «E’ bellissimo giocare dopo tanto tempo Contro degli avversari e non solo in allenamento con i miei compagni. Questo è il programma che abbiamo fatto: migliorare giorno dopo giorno. Come è andata? Mi sono sentito bene, dovevo fare solo 30 minuti ma poi mi sentivo di farne 45. E’ stata una bella partita. Per me, poi, indimenticabile, perché giocare dopo tutto questo tempo è sempre bello. E’ proprio ciò di cui avevo bisogno: giocare. E prendere le misure con il campo. Cominciare a ritrovare i vecchi movimenti, che devono essere gli stessi di prima»[…]

. E adesso? Adesso che ha provato nuovamente quelle sensazioni che gli mancavano, Nico non ha nessuna intenzione di rallentare. Anzi, è pronto ad accelerare ancora: «Quale è ora il programma? Non fermarsi mai. […]».

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