L'America scopre il giallorosso

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) La seconda volta in America di Franco Baldini, dopo il viaggio a Orlando per l’accordo con la Disney. L’esordio di Mauro Baldissoni. Da ieri il diggì e il (primo) consigliere giallorosso sono a Boston per presentare, con la proprietà americana, la tournée estiva della Roma.

Ufficialmente, la ragione è solo questa. Poi, certo, ci può stare che vengano affrontate anche altre questioni superiori. Sarebbe strano il contrario. L’occasione per conoscere l’esatto ammontare a disposizione per la campagna acquisti, però, sarà un’altra. La Roma sta per preparare un piano finanziario da sottoporre agli azionisti di maggioranza, ma anche ad Unicredit, che attraverso Neep Roma Holding Spa detiene il 40% della società giallorossa. Date e avversari della Roma. Doveva essere annunciato tutto oggi, in conferenza stampa secondo qualche fonte. Se ne sta occupando un gruppo londinese. Repubblica. itha dato ieri qualche anticipazione. Stando alla ricostruzione del quotidiano on line, la Roma giocherà il 22 luglio al Wringley Field di Chicago contro i polacchi dello Zaglebie Lubin, il 25 luglio al Fenway Park di Boston contro il Liverpool e tre giorni dopo a New York contro i colombiani dell’América de Cali, anche se c’è chi sostiene che l’avversario potrebbe essere ecuadoregno. «Abbiamo risposto accettando l’invito, senza nemmeno sapere i dettagli dell’offerta finanziaria», ha commentato comunque il vicepresidente del club colombiano, Oscar Gallego. Baldini e Baldissoni resteranno negli States solo qualche giorno. Torneranno a Roma sabato. Durante questo breve soggiorno sono in agenda diversi appuntamenti di lavoro con Pallotta, DiBenedetto e Tacopina, dove (…) si potrebbe parlare un po’ di tutto.

Anche di mercato? Per quello, ogni strategia è rimandata. Rimandata a breve, naturalmente, perché Sabatini ha bisogno di sapere con esattezza la cifra di cui può disporre. Una settimana, dieci giorni al massimo, e la dirigenza comunicherà le sue richieste. Agli americani? Non solo. Anche a Unicredit, perché si parla di numeri importanti, necessari a sostenere il rafforzamento dell’organico. Serve l’ok dell’azionista di minoranza, che un giorno sarà fuori dalla Roma. Un giorno. Non adesso, e nemmeno in un futuro prossimo. Quando sarà possibile, la banca cederà parte della propria quota. Ma Unicredit ha tutto l’interesse a non vendere l’intera partecipazione. Specie adesso che lo stadio di proprietà non è più un miraggio. O un rendering, fate voi. Non c’è alcun disimpegno da parte di Piazza Cordusio, ma non c’è nemmeno da parte di qualche componente della cordata a stelle e strisce. Due nomi: Michael Ruane e Richard D’Amore. Si è detto e scritto che entrambi sono usciti dal gruppo. Colpa, in parte, di un’agenzia che qualche tempo fa si limitò a includere tra i proprietari solo Pallotta e DiBenedetto. A parte che tra gli investitori (…) c’è pure un pezzo da novanta come il presidente della US Soccer Foundation, Brian Klein, l’indiscrezione è inesatta. D’Amore e Ruane non sono più nel Cda, ma sono assolutamente dentro la cordata. Sabato scorso, due giorni prima dell’aumento di capitale, avevano infatti in programma un incontro con Pallotta e DiBenedetto. In particolare, potrebbe crescere nei prossimi mesi il peso specifico di Ruane.

È un immobiliarista, fa business e ha competenze nel real estate, e dei quattro (quattro sono i più grandi, ma la cordata è molto più ampia e non include solamente Klein) è il più indicato a seguire l’evoluzione dello stadio di proprietà della Roma. E spesso si sottovaluta la sua potenza economica. Dagli States segnalano che le sue capacità sono superiori persino a quelle del ben più noto James Pallotta.

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