La Roma adesso è un modello internazionale

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – G.Dell’Artri – B.De Vecchi) – La domanda è stata semplice: «Si può iniziare un progetto come quello della Roma?».

La risposta di Massimo Moratti altrettanto chiara: «Dipende dalle realistiche ambizioni e abitudini che si vuole avere, ma sarebbe saggio ricostruire dalle basi con l’idea di non ottenere subito dei risultati importanti e sperando di indovinare tutti gli acquisti. Dipende dal progetto che si farà con l’allenatore». «Sarebbe saggio ricostruire dalle basi con questa idea…», parole di Moratti. La Roma il condizionale lo ha tolto da ormai un anno, la Roma ha iniziato la sua rivoluzione culturale e inanella gira veloci su questo tipo di circuito, senza guardarsi indietro mai, senza nemmeno una sosta ai box. Oltre alle parole del presidente dell’Inter, la notizia di ieri è un’altra: la Roma apre le porte dell’Olimpico ai suoi tifosi per la finale di ritorno della Coppa Italia Primavera. Primavera davvero, di nome e di fatto, il primo giorno dopo la Primavera: il 22 marzo Roma-Juventus, ore 20.30 Stadio Olimpico di Roma: venghino signori venghinoc’è uno stadio da riconquistare. E’ quello che ha scelto questa società. Far tornare il calcio pallone, il calcio a dimensione di tifoso, senza troppe palle e giri di parole, far tornare i tifosi allo stadio. (…)

Il modello Roma è anche nelle parole di ieri di Carlo Feliziani, responsabile della biglietteria, quando riparla della Tessera del Tifoso: fuori da ogni equivoco, l’Associazione Sportiva Roma è stata la prima – e per tanti versi, ancora unica – società di calcio a fare breccia in un muro fatto non soltanto – come ogni muro – di ottusità, ma di incomunicabilità, di ignoranza della materia. La As Roma, muovendosi sempre dentro la legalità, tra i paletti delle regole, ha posto in primo piano un nuovo (vecchio) punto di vista, facendo emergere l’assurdità di dividere i tifosi fra buoni e cattiviprivilegiati e non. Tutto questo è un modello, così come lo è lo Sportello del Tifoso, così come lo è l’utilizzo dei social network, l’apertura già decisa nel prossimo futuro dei cancelli del Bernardini, così com’è stato aprire e intitolare un campo di Trigoria ad Agostino Di Bartolomei, in una giornata profondamente di Roma, di commozione e sole. Non c’è futuro senza memoria, non c’è memoria senza storia: è questo che la Roma sta rimettendo in campo. La sintesi fra il generale e il particolare, fra il cuore (ago) e l’economia (Disney) è esattamente quello che costituisce un progetto. Che non è solo una parola, ma è per esempio nelle parole di Moratti, nella decisione di aprire l’Olimpico, nell’orgoglio e nella consapevolezza di essere degli apripista: questo è successo soltanto ieri. Mentre Baldini è negli Stati Uniti a scoprire un’altra volta l’America, stavolta per portarla a Roma

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