I gol, la rabbia, le delusioni e le cene. Destro-Osvaldo, tutto in due abbracci

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) Tutto in un abbraccio. Anzi due, che poi sono tre e anche quattro. La storia dell’amicizia tra Mattia Destro e Dani Osvaldo è una storia pubblica, fatta di profezie («oggi segni tu»), abbracci pubblici, foto su Twitter dopo una rete in Nazionale, e dichiarazioni di «importanza reciproca ». Ma è anche una storia privata, fatta di cene fuori, di case al Torrino neanche troppo distanti, di negozi, di consigli, di delusioni, rabbie e gioie da condividere.

 

Caratteri particolari, i loro. Esuberante Osvaldo, timido Destro. Uomo dalla (a dir poco) movimentata vita sentimentale il primo, single il secondo. Abituato alle critiche e alle difficoltà l’italo-argentino, alle prese con la prima esperienza importante l’ex Siena. Entrambi numeri 9, entrambi amanti del gol, entrambi bisognosi di sentire l’affetto del pubblico e la fiducia della squadra. Entrambi, punte centrale della Roma di Zeman. C’erano tutti gli ingredienti di un rapporto a dir poco scoppiettante, di una rivalità che poteva creare solo problemi all’interno del gruppo considerando che a nessuno dei due, ed è pure logico, piace andare in panchina. E invece, con buona pace di chi pronosticava liti e discussioni, tra Osvaldo e Destro è nata col passare dei giorni, dei mesi e dei ritiri – Roma, ma anche Italia – una bella amicizia. Il più grande, Dani, 26 anni, ha preso sotto la sua ala il più piccolo, Mattia, che di anni ne ha 5 di meno. Ci ha parlato, gli è stato vicino, lo ha consigliato soprattutto quando le cose andavano male, le partite poche e i gol ancora di meno.

 

Quando Destro ha segnato la prima rete in giallorosso, contro il Palermo, Osvaldo è stato il primo a cercare di rimettergli la maglia perché si ricordava dell’ammonizione presa dal compagno qualche minuto prima. Dopo il gol contro il Torino, invece, c’è stato il primo abbraccio pubblico dopo il gol del numero 9 e a Siena, quando Osvaldo era in panchina, Destro è corso proprio da lui. E a fine partita lo ha spiegato così: «Le critiche sul nostro rapporto sono sempre nate all’esterno della squadra, noi abbiamo un bel rapporto. Con Dani ho legato sin da quando sono arrivato». Appunto. Un legame talmente forte che sabato sera, quando Osvaldo ha segnato il gol che ha chiuso i giochi contro la sua ex squadra, Destro è schizzato dalla panchina perché sapeva che il suo amico avrebbe ricambiato l’abbraccio della settimana precedente. Era stato lui a lasciargli il posto, dopo una partita praticamente perfetta sul piano dell’impegno e del gioco, ma sfortunata sotto porta. Si è divorato almeno un paio di gol, Mattia, mentre Dani ha buttato dentro il primo pallone toccato.

 

Merito di una maturità, non solo anagrafica, che Destro ancora non ha. Ma il tempo, e il talento, sono dalla sua parte. Soprattutto adesso che Zeman ha ribadito, ancora una volta, che lui e Osvaldo «possono giocare insieme. Uno centrale e uno esterno, ma sono assolutamente compatibili».

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