Francesco non si tira mai indietro

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – P.A.Coletti) Spesso si dice: «Totti è un grande professionista, il suo impegno in campo, nell’allenamento quotidiano è un esempio per tutti». L’esempio di cui però si parla troppo poco spesso è un altro.

Totti è prima di tutto un esempio di impegno civile. Una grande qualità quella di pensare prima agli altri e poi a se stessi. Il bene comune, una vera priorità per il capitano giallorosso. Un continuo spendersi per chi è in difficoltà, per chi ha più bisogno, per chi dalla vita ha avuto meno fortuna di lui. Un impegno incondizionato, vero, sentito. Un modo di intendere la vita che al giorno d’oggi è molto difficle da trovare, soprattutto nelle celebrità. E Totti ha sempre sfruttato il fatto di essere conosciuto in tutto il mondo per aumentare la portata delle sue azioni, delle sue parole. Un impegno fatto di piccoli gesti quotidiani che Totti non ha mai voluto pubblicizzare. Ma fatto anche di grandi episodi con grande rilevanza mediatica.

Dal 2003 il capitano è Goodwill Ambassador dell’Unicef: in questa veste ha sempre dimostrato il suo grande impegno a difesa dei bambini di tutto il mondo in particolar modo per quelli del Sahel che rischiano ogni giorno la vita a causa della malnutrizione. È di poche settimane fa la partecipazione di Totti alla campagna “Vogliamo Zero” contro la mortalità infantile. Parallelamente al suo impegno con le organizzazioni benefiche Totti ha sempre contornato la sua carriera con azioni personali, che lo hanno riguardato in prima persona. 20 febbraio 2005, Totti, prima della partita con il Livorno, scese in campo con la maglietta «Liberate Giuliana ». Un piccolo gesto che ha dato un grande contributo per la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, rapita il 4 febbraio del 2005 a Baghdad e liberata un mese dopo. «Uno dei miei rapitori si è dichiarato tifoso della Roma e di Totti. Era rimasto sconcertato che il suo giocatore preferito fosse sceso in campo con la scritta liberate Giuliana sulla maglietta – ha dichiarato la Sgrena una volta tornata in Italia – Questo fa capire dove possono arrivare le immagini prodotte dal mondo del calcio (…) e quanto possono influenzare persone ed istituzioni. E per questo ringrazio Francesco Totti».

Una forza, quella delle parole del capitano giallorosso, ancora più vistosa nel caso di Sakineh Mohammedi Ashtiani, la ragazza iraniana che nel 2010 fu condannata alla lapidazione per aver commesso adulterio. «Salvate Sakineh! Auspico il rispetto per donne, bambini e deboli in tutto il mondo». L’appello che Totti rivolse al governo iraniano. Un appello che ebbe una forza d’urto impressionante e imprevedibile. «Boicotteremo l’As Roma, Totti e la Sensi» affermarono i diplomatici iraniani. Di tutta risposta il capitano annunciò di voler scendere in campo con una fascia verde in sostegno della ragazza. «L’appello di Totti ha avuto un grande seguito tra i cittadini iraniani, lui ha un grande successo nel nostro paese. Le sue parole danno sicuramente forza ai tanti giovani che seguono il calcio italiano in Iran e che saranno motivati dal vedere un atleta del suo calibro prendere posizione sul caso» dichiararono all’epoca dei fatti gli attivisti per i diritti umani iraniani. Un appello, anche quello, che contribuì a salvare la vita a Sakineh. A seguito della buona notizia i messaggi arrivati dall’Iran per il capitano recitavano: «Totti sei un eroe». Mentre i due figli della giovane che rischiava la lapidazione hanno voluto fare gli auguri al numero 10: «Buon compleanno a Francesco Totti! Che viva cent’anni e più per poter sempre difendere i diritti umani nel mondo». Cosa che ha sempre fatto, a partire dal campetto sotto casa.

Come nel caso del “Campo dei Miracoli” di Corviale. «Sono felice di essere testimonial di un progetto così rivoluzionario come il Calciosociale» ha dichiarato il capitano nel messaggio inviato alla presentazione del campetto di calcio a Corviale dove si attuerà il progetto del Calciosociale. Un progetto che a Roma già dal 2005 permette a centinaia di giovani e meno giovani delle periferie romane di sperimentare una nuova tipologia di calcio, dove lo sport diventa strumento di integrazione e stimolo ad adottare uno stile di vita improntato ai valori dell’accoglienza, della giustizia, della solidarietà, dell’uguaglianza e del rispetto. Il “Campo dei Miracoli” sarà il nuovo luogo dove esprimere tutto questo. In un quartiere come Corviale tenterà di unire nella stessa squadra disabili, tossicodipendenti e carcerati, in un campionato che si svolgerà volutamente senza arbitri, dove le squadre dovranno imparare a essere leali e rispettose degli avversari. «Invito tutti ad aiutare i ragazzi del Calciosociale in questa grande impresa di costruire il Campo dei Miracoli, il campo dell’accoglienza e della solidarietà, il campo in cui spero di giocare tra qualche mese nella giornata di inaugurazione», questo l’appelo inviato da Totti al mondo dello sport e in particolare alla città di Roma.

Un altro campetto dove il capitano continua ha mettere del suo meglio si trova all’Axa, è la Totti Soccer School. Solo una settimana fa la scuola calcio del capitano ha ospitato un gruppo di bambini Bielorussi che vivono in una regione fortemente colpita dal disatro nucleare di Chernobyl. Un’attenzione verso i bambini che Totti ha sempre dimostrato. Nel 2009, ad esempio, ha adottato 11 bambini kenyani dell’istituto Kweto Home of Peace di Nairobi, tutti di età compresa tra i 9 e i 12 anni. «Non potevo non adottarli tutti – spiegò il capitano giallorosso – Una squadra di bambini è il sogno di tutti i genitori e sicuramente è il mio». Un uomo, Totti, dal grande talento, sportivo e umano. (…). U’attenzione costante verso il prossimo, con picchi in occasione delle tragedie inattese. Come nel caso del terremoto in Abruzzo. Nel maggio del 2009 Totti partecipò a “Stars For Charity – Poker per l’Abruzzo” torneo di texas hold’em che donò 100 mila euro alla Protezione Civile e 50 mila euro per la ricostruzione della scuola “Ignazio Silone” di Poggio Picenze, paese vicino L’Aquila colpito fortemente dal sisma. Le parole di conforto alla popolazione terremotata dell’Emilia e alla famiglia di Melissa, la studente uccisa dall’attentato di Brindisi, sono solo due delle ultime dimostrazioni d’affetto di Totti verso gli altri. Gli altri intesi come tutti. Come noi.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy