Faccini: «Gregory sarebbe perfetto. Ha tutte le qualità possibili»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Macedonio) «E’ senza dubbio un ottimo giocatore» dice Alberto Faccini, nel tracciare il suo personale quadro di Gregory Van der Wiel.

L’ex attaccante giallorosso, oggi procuratore ma anche profondo conoscitore del calcio olandese, non lesina i complimenti nel dire la sua sul difensore, classe ’88, nato ad Amsterdam, ma con origini familiari nelle Antille olandesi, e cresciuto nell’Ajax, dove ha esordito in prima squadra nel 2009 con Marco Van Basten in panchina. «Il ragazzo (…) ha ormai precise caratteristiche come esterno destro basso, anche se ad inizio carriera è stato utilizzato spesso come centrale difensivo. E’ un giocatore dalle grandi potenzialità, e credo che se viene accostato in maniera così pressante alla Roma è perché la società l’ha evidentemente individuato come possibile obiettivo di mercato per occupare quella casella, sulla fascia destra, in cui quest’anno è stata spesso carente. Ricordo che già l’anno scorso van der Wiel è stato in procinto di andare in qualche club importante, ma poi – da quanto ho capito – soprattutto per le richieste dell’Ajax – che sono sempre di quelle che si fanno sentire, tanto per usare un eufemismo – non se n’è fatto più nulla».

Come lo vedrebbe nella squadra giallorossa, sia in caso di permanenza di Luis Enrique in panchina che di arrivo di un altro tecnico?
Ripeto: il giocatore ha tutte le qualità per ricoprire molto bene quel ruolo. Soprattutto se da interpretare in chiave offensiva. Certo, va considerato che oggi il ragazzo gioca in Olanda, in una squadra certamente importantissima, ma dove di sfide di particolare valore tecnico, al contrario che in Italia, ce ne sono poche. Perché a parte quelle con il Feyenoord o il Psv, e ultimamente con il Twente e l’Az, il resto del campionato non offre partite di grande interesse sul piano della vera competizione. Ecco anche perché, se andiamo a guardare le statistiche dei gol fatti, l’Ajax è molto avanti, perché pratica un gioco offensivo, in cui gli esterni bassi svolgono una funzione quasi da esterni d’attacco mascherati. E questo ben si concilia con l’idea di gioco di Luis Enrique.

Lo stesso giocatore sembra aver manifestato la voglia di andare potersi misurare in un altro campionato, possibilmente in un club importante.
Alla Roma servirebbe senza dubbio un giocatore come lui, tenuto conto che la società ha la necessità di mettere mano un po’ a tutti i ruoli dello schieramento difensivo. Ripeto: è un ottimo giocatore, anche se è altrettanto vero che ci sono spesso giocatori meno quotati che, passando da un campionato a un altro, si trovano meglio di chi, magari con grosse potenzialità, incontra non di rado qualche difficoltà. Ma non credo che sia questo il caso, e come identikit, trovo che quello di Van der Wiel risponda appieno alle esigenze della Roma.

Del resto, parliamo di un giocatore di 24 anni, con una già discreta esperienza alle spalle, anche in nazionale, che lo rende certamente più affidabile di un giovanissimo.
Indubbiamente è così.

Tanto per rimanere in casa Ajax, c’è un altro giocatore del quale lei, e non solo lei, ha parlato in termini entusiastici:mi riferisco al centrocampista Christian Eriksen, che tra l’altro si è detto anche tifoso della Roma…
E’ uno dei più interessanti tra i giovani che giocano in Olanda. Personalmente, anche per averlo visto giocare dal vivo, lo considero un talento vero, di cui sentiremo parlare per molto tempo. Anche nel suo caso, ci sono club importanti che ci hanno messo gli occhi sopra, ma credo che il ragazzo vorrà rimanere ancora all’Ajax per maturare ulteriormente. Restando al calcio olandese, ci sono altri nomi che si sentirebbe di segnalare? A me piace molto John Alberto Guidetti (svedese di origine italiana, ndr), l’attaccante del Feyenoord, ma di proprietà del Manchester City, che proprio per questo non è facile portar via.

Tra i giocatori di cui ha invece la procura, c’è Michael Bradley, che quest’anno ha fatto bene nel Chievo. Anche lui è stato accostato alla Roma. Come lo vedrebbe in maglia giallorossa?
Se me lo avesse chiesto lo scorso anno, le avrei risposto che era ancora un punto interrogativo, una scommessa interessante. Stiamo parlando di un ragazzo che ha fatto bene in Germania, ha poi avuto una pausa all’Aston Villa, più per scelte tecniche che per capacità del giocatore, ma che quest’anno a Verona è cresciuto molto e, a mio parere, è ora pronto per una piazza importante. So che lui resterebbe anche volentieri nel Chievo, per dare continuità a quanto fatto in questa stagione, ma è logico che se arriva l’offerta di un club importante… Ciò non toglie che bisogna comunque parlare prima con il Chievo. In una rosa di centrocampisti come quella della Roma, lo vedrei certamente bene. Sono di parte e non dirò quindi che si conquisterebbe subito il posto. I numeri però parlano chiaro e, quest’anno, dopo essere entrato dieci minuti contro il Parma, non è più uscito di squadra.

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