Enrique: «Intanto pensiamo a vincere due gare»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) – In piedi davanti alla panchina e sotto al diluvio, con l’espressione di chi sa che giocare a pallone è impossibile.

Era diverso dal solito Luis Enrique al Bentegodi: stretto nel suo giaccone blu con cappuccio, scarpe da ginnastica, consapevole che se fosse stato per lui la partita sarebbe stata rinviata. In sala stampa non ne fa mistero: «Questo non è calcio, ma pallanuoto», dice sotto lo sguardo di tutto il suo staff. Le parole sulla partita lasciano il tempo che trovano, sia in tv sia in conferenza l’argomento più gettonato è il futuro. Resta? Va via? Ha già deciso? Luis Enrique sorride, le domande non cambiano mai sembra pensare. E le risposte nemmeno, visto che il tecnico non cambia di una virgola la sua tesi: «E’ stato un anno felice, non so cosa succederà nel futuro, ma un allenatore deve accettare le critiche: sono i risultati a giudicare un tecnico. Siamo stati diverse volte con la possibilità di arrivare al terzo posto – analizza – ma non siamo stati bravi: si sono arrabbiati i tifosi ma anche noi, perché la possibilità di arrivare in Champions era vicina». Era, appunto.

Per vedere, salvo clamorose novità dal calcioscommesse, la Roma nell’Europa che conta bisognerà aspettare ancora: «Intanto – chiarisce Luis Enrique – pensiamo a vincere queste due partite e poi vediamo quello che succede. In questo campionato è mancata la regolarità, senza dubbio. Ma a volte anche la personalità e sono fattori su cui si dovrà lavorare per il futuro». Con o senza di lui: «A fine campionato saprete tutto, adesso il mio unico pensiero è il Catania. Il punto di Verona non serve a niente. Le due squadre hanno fatto di tutto per vincere ma di più non si poteva fare – dice ancora il tecnico – Noi avevamo bisogno di vincere, ma su questo campo era difficile. Non recrimino nulla ai miei ragazzi, abbiamo avuto alti e bassi ma non è il momento di dire cosa rimproverare». Gli vengono riportate le parole di De Rossi («non vinciamo mai») e Luis sorride amaramente: «Beh mi pare che qualche partita l’abbiamo vinta…». Quando Luis Enrique lascia il Bentegodi sono le 21, poco prima aveva abbandonato la sala stampa posando per qualche foto con alcuni ragazzi. Di Carlo, prendendo il suo posto, aveva detto: «Saluto Luis Enrique e spero di ritrovarlo l’anno prossimo». Chissà se succederà.

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