Di Destro, di testa e di sinistro

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – V.Meta) Un gol di Perrotta in mezzo ai due di Destro, un primo tempo sotto ritmo, una ripresa a duecento all’ora e il solito Totti versione Deluxe: messi tutti insieme fanno la terza vittoria consecutiva della Roma, un 3-1 che arriva in rimonta nei sei minuti finali e tiene la Roma a cinque punti dal terzo posto.

 

Un successo capace di strappare un sorriso perfino a Zeman, anche perché il gol di Neto a metà del primo tempo (rimasta l’unica conclusione del Siena per il resto della partita) sembrava aver rigettato i giallorossi in preda ai soliti errori, passaggi sbagliati e scarsa intensità, e invece nello spogliatoio succede qualcosa, perché dagli spogliatoi esce un’altra squadra e bastano pochi minuti per intuire che l’1-0 non sarà il risultato finale. Non bastasse l’assenza di Lamela, Zeman perde all’ultimo momento anche Osvaldo e risolve l’emergenza in attacco preferendo Pjanic a Nico Lopez, largo a destra nel tridente completato da Totti e Destro, alla prima da ex al Franchi. Serse Cosmi, che senza i sei punti di penalizzazione sarebbe sopra a Sampdoria e Atalanta, risponde con la difesa e due fantasisti (Valiani e Rosina) dietro all’unica punta Calaiò.

 

Meglio la Roma in avvio, con Totti a distribuire cross, prima per la testa di Destro che non ci arriva per poco, poi per Castan, che tutto solo sul primo palo riesce a non inquadrare lo specchio della porta. Al quarto d’ora è bravo Pegolo a mettere in angolo una conclusione dalla lunga distanza di Florenzi, mentre cinque minuti più tardi il Siena si fa vedere per la prima volta dalle parti di Goicoechea, bravo ad anticipare Rosina sul cross di Valiani. Molto meno bravo il portiere ex Danubio sul colpo di testa di Neto che al 25’ salta più in alto di Marquinhos e regala ai bianconeri la rete del vantaggio.

 

Per la squadra di Cosmi la partita non potrebbe mettersi meglio e infatti per i successivi dieci minuti la Roma non riesce a capirci molto, fra passaggi imprecisi e ritmi troppo bassi, finché Totti non la scuote chiamando Pegolo a un grandissimo intervento in tuffo con un destro violento su calcio di punizione. L’intervallo restituisce un’altra Roma: minuto numero tre, Destro si gira elegantemente e ci prova con il sinistro, Neto mette in angolo. Minuto numero quattordici, combinazione di prima Florenzi-Totti- Bradley, cross dello statunitense su cui Destro non arriva di poco. Questione di momenti, perché Mattia si riscatta al 18’ con il colpo di testa perfetto che mette in rete il cross (altrettanto perfetto e pure di prima intenzione) di Florenzi, pescato in profondità da Tachtsidis.

 

Ma il bello deve ancora venire, perché più passano i minuti e più diventa chiaro che sono i giallorossi a correre di più e meglio, nonostante Cosmi provi a inserire forza fresche con l’altro ex di giornata, Gaetano D’Agostino. Al 29’ altra grande azione sull’asse Totti-Balzaretti, cross di prima intenzione per Pjanic e sinistro al volo da buona posizione, incredibilmente fuori dallo specchio. Mancano dieci minuti alla fine quando Zeman si gioca la mossa dello scacco matto: fuori Tachtsidis, dentro Simone Perrotta, Bradley che scala al centro e licenza d’inserimento per il campione del Mondo. Che è entrato da pochi secondi, quando scambia con Totti, altro filtrante per Pjanic, che aspetta troppo prima di concludere e favorisce il recupero della difesa. I due allora invertono i ruoli e a cercare la porta è il capitano, destro di prima intenzione da posizione decentrata e palla alta di poco.

 

La rimonta che aleggia da inizio ripresa piomba sul Franchi al 41’: lancio in profondità di Bradley, Rubin mette il pallone sui piedi di Perrotta, che non ci pensa due volte e calcia con il destro un diagonale preciso sul secondo palo, su cui Pegolo non può nulla, e ha il tempo di raggiungere il settore ospiti prima di venire travolto dall’abbraccio di compagni e panchina. Sembra finita, non lo è perché al secondo dei tre minuti di recupero Totti pesca per l’ennesima volta Pjanic sulla destra, palla in mezzo per Destro e diagonale mancino che chiude i giochi ma non cancella l’impressione che questa Roma avrebbe potuto continuare a correre.

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