DDR, Barbera, champagne e… gol

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) – Palermo per lui è stata l’ultima partita della sua vita con Capello:

9 maggio 2004, campo neutro, Roma-Perugia 1-3. Ma Palermo, per lui, è stata, è e sarà sempre la città dell’esordio in Nazionale. Quattro mesi dopo quegli ultimi minuti con la Roma dell’allenatore del terzo scudetto Daniele De Rossi, fresca medaglia di bronzo con l’Under 21 ai Giochi Olimpici di Atene, indossa per la prima volta la maglia dell’Italia dei grandi. Stadio Renzo Barbera, si affrontano la nazionale guidata per la prima volta da Marcello Lippi e la Norvegia dell’ex romanista Carew. È proprio lui a siglare il vantaggio degli ospiti dopo un minuto. Ne passano poco più di due e De Rossi pareggia. In tuffo. È il più giovane romanista della storia a segnare in azzurro. […]

Oltre alla sua storia infinita con la Roma. Delle sue 46 reti in giallorosso non ce n’è neanche una al Palermo, città che dista da Bergamo più di 1.500 chilometri. In mezzo c’è un Paese intero, in mezzo c’è soprattutto la voglia di De Rossi di riprendersi la Roma lontano da Roma come non è successo in Lombardia. Questione di attimi, che poi fanno tre o quattro minuti, quelli che ci ha messo per segnare al Barbera con l’Italia e quelli che ci ha messo per segnare un punto nel suo rapporto con Luis Enrique. Punto di svolta, non di rottura. Come spesso accade quando due si parlano direttamente anche avendo idee diverse. Per l’allenatore il ritardo di De Rossi è stato inaccettabile, per Daniele un peccato veniale. Il primo decide, il secondo si regola di conseguenza. Punto e a capo.[…]

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