Dalla Francia il tifo speciale dell’azzurro Romagnoli: «Peccato non esserci»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – V.Meta) – Titolare a Torino, spettatore illustre stasera.

La partita a distanza di Alessio Romagnoli si gioca ai piedi dei Pirenei, dove è impegnato con l’Under 17 nelle qualificazioni all’Europeo di categoria. Contro la Juve ha giocato due volte e ha sempre vinto, nella finale del Viareggio era in panchina, ma è stato comunque l’unico romanista a tornare a casa un premio, quello assegnato al giocatore più giovane della finale. «Sto a rosica’ tanto, perché era bella come opportunità» dice d’istinto, seduto sul divano nella hall di Coverciano. […]

Nella Primavera che ha sbancato lo Juventus Stadium Romagnoli era il più piccolo di tutti, ma non se n’è accorto nessuno, neanche quando si è trovato a fare i conti con un cliente scomodo come Libertazzi, di tre anni più vecchio di lui: «È stato bello esserci. Poi con la Juve era un po’ la mia partita, perché quando l’ho incontrata con i Giovanissimi Nazionali ho segnato un gol pazzesco, in pallonetto. Come ho fatto? Ah, non lo so, l’importante è che sia entrata».[…]

Talmente importante da fargli rimpiangere di non poter essere in campo stasera all’Olimpico, «ma in questi giorni ho sentito spesso i compagni e sentirò il mister per fargli l’in bocca al lupo». Diciassette anni a gennaio, un metro e ottantasei di altezza e tanta personalità, il difensore che piace tanto a Sabatini è uno abituato a bruciare le tappe: «L’anno scorso ho fatto tutto il campionato Allievi sotto età con Stramaccioni. In Primavera ho esordito nel derby ed è stata una bella emozione, anche perché venivo da un infortunio lungo e appena ho avuto un’occasione ho cercato di sfruttarla». E vista l’emergenza semi-permanente della difesa di Luis Enrique, c’è chi è pronto a scommettere di vederlo in prima squadra prima della fine della stagione: «Magari, sarebbe bello – sorride Romagnoli -. Quando mancavano tutti quei difensori un po’ ci speravo e ci spero ancora, anche se con loro non mi sono mai allenato». Anche perché un fisico come il suo in Serie A non sfigurerebbe: «Ma l’altezza non conta. Magari aiuta, ma non è decisiva, e poi a me hanno sempre insegnato a giocare la palla. In effetti forse potrei trovarmi bene con il gioco di Luis Enrique…». […]

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